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Accertamento di maggior valore immotivato: atto nullo

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L’avviso di accertamento che determina un maggior valore dell’immobile oggetto di compravendita (donazione) non può essere motivato sulla base di valori venali desunti da altro atto di compravendita. La mancanza dell’illustrazione dei criteri di determinazione del maggior valore, costituiscono un difetto di motivazione dell’atto di accertamento che ne determinano la nullità.

Lo ha precisato la CTP di Cosenza con la sentenza n. 2287 (sez. 9 Pres. D’Ingianna Giuseppina, Relatore Ferrucci Giuseppa Anna)  del 18/04/2018 nel ricorso presentato dall’Avv.to Piernicola De Paola di Praia a Mare

Motivazioni

Per giurisprudenza pacifica e condivisibile in tema di in.v.im., imposta di registro e imposta di successione, vi è obbligo della motivazione dell’avviso di accertamento di maggior valore la cui inosservanza determina la nullità dell’atto. La motivazione dell’atto di accertamento delimita l’ambito delle ragioni adducibili nell’eventuale successiva fase contenziosa e consente al contribuente l’esercizio del diritto di difesa.

Per esaudire l’obbligo prescritto di motivazione è necessario che l’avviso enunci in modo il criterio in base al quale è stato determinato il maggior valore, con le specificazioni che si rendano in concreto necessarie per il raggiungimento di detti obiettivi, inoltre, in caso di ricorso a criteri diversi da quelli espressamente menzionati dalla legge, evidenzi, sia implicitamente, le ragioni che rendano inutilizzabili tali criteri legali nel singolo rapporto, salvo poi restando, in sede contenziosa l’onere dell’ufficio di provare gli elementi di fatto giustificativi del “quantum” accertato, nel quadro del parametro prescelto, e la facoltà del contribuente di dimostrare l’infondatezza della pretesa, in base a criteri non utilizzati dall’ufficio (v. tra le Cass. civile sez. trib., 26 febbraio 2001, n. 2769; Cass. civile sez. trib.,  marzo 2002 n. 4108; Cass. civile sez. trib., 19 ottobre 2001, n. 12774).

L’Ufficio, pur indicando in astratto i criteri in base ai quali si è proceduto ad una diversa valutazione del valore dell’immobile si è limitato ad effettuare nell’atto impugnato riferimento a valori venali desunti da altro atto di compravendita, senza adattare il dato alla situazione concreta del terreno oggetto di donazione, in tal modo incorrendo in una rettifica del valore non aderente al dato reale, e quindi non avendo adeguatamente assolto all’onere di dimostrare proprio assunto nei termini allegati nell’atto impugnato, in quanto soggetto che avanza la pretesa tributaria, non esistendo alcuna presunzione di legittimità dell’accertamento dell’ufficio (v. Cass. civ. sez. trib., 22 maggio 2002, n. 7477; Cass. sez. trib. 18 aprile 2000, n. 4955; Cass. sez. trib. 8459/2000, nello stesso senso più recentemente Cass. sez. trib. Sentenza 25624/2006 e Cass. Sez. trib. Sentenza n. 6914 del 25 marzo 2011).

 

 

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