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Anatocismo e commissioni di massimo scoperto non dovute se non espressamente pattuite

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Anatocismo e commissioni di massimo scoperto non dovute se non espressamente pattuite - iltuotributarista.it

Premesso che la prescrizione decorre solo dalla chiusura del conto il giudice ordinario di Pavia (sentenza del 04 maggio 2015 – Est. Pirola), nella causa promossa contro la Banca Nazionale de Lavoro, si esprime dicendo che le clausole che prevedono l’anatocismo devono essere espressamente pattuite

(non basta la semplice comunicazione unilaterale della banca), mentre relativamente alla commissione di massimo scoperto deve risultare in modo chiaro il tasso applicabile, i criteri di applicazione e di calcolo, nonché la periodicità dello stesso e dev’essere approvata per iscritto.

“Dopo il 1.7.2000 sono valide le clausole contrattuali che prevedano la corresponsione di interessanatocistici purché esse siano espressamente pattuite e la corresponsione degli interessi attivi e passivisia concordata in modo paritetica. Deve ritenersi che sia necessaria una specifica approvazione per iscritto di tale clausola nella specie mancante –, posto che comunque una eventuale corresponsione di interessi anatocistici ancorchè stabilita in modo paritetico sarebbe peggiorativa rispetto al periodo antecedente che prevedeva – stante la nullità della clausola, la completa assenza di interessi anatocistici -. Non rispetta quindi il requisito previsto dalla delibera del Cicr la semplice comunicazione unilaterale della banca. Consegue quindi la nullità della clausola n. 7 delle condizioni generali di contratto sotto il profilo della corresponsione di tassi anatocistici. Quindi tutte le somme versate dal correntista alla banca a titolo di interessi anatocistici per tutta la durata del conto corrente sono stati versati dallo stesso senza causa. Per l’effetto gli interessi a debito del correntista devono essere calcolati senza operare alcuna capitalizzazione – Cass. sez. unite n.24418 del 2.12.2010 – con tasso determinato dal valore minimo per gli interessi debitori- e massimo per quelli creditori- dei Bot annuali emessi nei dodici mesi precedenti ad ogni chiusura trimestrale del conto”

“…dev’essere dichiarata la nullità della clausola contrattuale che prevedeva la commissione di massimo scoperto, in quanto dai contratti prodotti risultava assolutamente indeterminato il criterio in base al quale ne veniva calcolato il tasso. Infatti tale clausola, infatti a giudizio dello scrivente, può ritenersi valida, ma solo ove siano stabiliti in modo chiaro, il tasso applicabile, i criteri di applicazione dello stesso e di calcolo, sia la periodicità dello stesso e la medesima sia specificamente approvata per iscritto. Solo in tal modo il cliente della banca può essere reso consapevole dell’onere aggiuntivo che accetta di assumere – cfr. Trib Reggio Emilia 23.4.2014; trib Monza 22. 11.2011- Tali ulteriori indicazioni nello specifico mancano rendendo indeterminata loggetto di tale clausola e quindi nulla la stessa.

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