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Anche per l’accertamento a tavolino è necessario il pvc

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È illegittimo l’accertamento fiscale basato su importi non dichiarati ed accertati “a tavolino” senza rilascio del processo verbale di constatazione in quanto viola l’art. 24 della legge 4/29, nonché il comma 7 dell’art. 12 della legge 212/2000.

Così Ctr Sicilia con la sentenza n. 1033/04/2017 del 20 marzo 2017.

Motivazioni

Nel rispetto del principio di cooperazione tra Amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori.

L’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza”.

La notifica dell’accertamento senza il rilascio del pvc

Risulta agli atti che l’ente impositore abbia notificato l’avviso di accertamento impugnato senza rilasciare al contribuente copia del processo verbale di chiusura delle operazioni di verifica e poi, di conseguenza, senza rispettare il termine di sessanta giorni, per osservazioni e richieste da parte del contribuente. Appare quindi del tutto illegittimo l’atto impugnato in quanto emesso “ante tempus” senza che fosse dimostrato da parte dell’ente impositore l’esistenza di particolare e motivata urgenza (vedi Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, sentenza n. 18184/2013)“.

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