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Cause di forza maggiore non comportano la decadenza dell’agevolazione prima casa

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Il mancato stabilimento nei termini di legge della residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile acquistato non comporta la decadenza dell’agevolazione, qualora detto evento sia dovuto a cause di forza maggiore, sopravvenute rispetto alla stipula dell’acquisto, non prevedibili e tali da sovrastare la volontà del contribuente di abitare nella prima casa entro i termini di legge.

Cassazione Civile Ord. Sez. 6 Num. 12404 Anno 2019
Presidente: IACOBELLIS MARCELLO
Relatore: CAPOZZI RAFFAELE
Data pubblicazione: 09/05/2019

Il fatto

Un contribuente propone ricorso per cassazione avverso una sentenza della CTR della Lombardia, di accoglimento dell’appello proposto dall’Agenzia delle entrate contro una decisione della CTP di Varese, di accoglimento del ricorso del contribuente avverso un avviso di liquidazione d’imposta ed irrogazione sanzioni, per decadenza dal beneficio delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa, non avendo il contribuente trasferito la propria residenza nel Comune in cui era ubicato l’immobile acquistato entro 18 mesi dall’acquisto.

Nel ricorso il contribuente ha lamentato la violazione e falsa applicazione delle disposizioni di cui alla nota II-bis all’art. 1 della tariffa parte I, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, riferite alla sussistenza delle condizioni per la revoca delle agevolazioni prima casa, in relazione all’art. 360 comma 1 n. 3 cod. proc. civ., in quanto i primi giudici correttamente avevano riconosciuto come egli non fosse riuscito a trasferire la residenza nel termine previsto di 18 mesi dall’acquisto dell’immobile per un’evidente causa di forza maggiore, costituita dal fatto che la persona che occupava l’immobile non aveva ottemperato all’ingiunzione di rilasciare l’immobile, contenuta nel decreto di trasferimento giudiziale dell’immobile, avendo rilasciato l’immobile solo l’11 febbraio 2013; e nei 18 mesi da tale ultima data egli aveva formulato la richiesta di trasferimento di residenza ed aveva stipulato i relativi contratti di fornitura.

Nel computo dei termini di cui all’art. 1 nota II bis lettera A) della tariffa allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, precisa la Cassazione, va conteggiato a favore del contribuente l’anzidetto differimento di entrata in possesso dell’immobile.

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