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Cessioni intracomunitarie: esenzione IVA anche per il soggetto non iscritto al VIES

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L’amministrazione tributaria non può negare l’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto di una cessione intracomunitaria per il solo motivo che l’acquirente, domiciliato sul territorio dello Stato membro di destinazione e titolare di un numero di identificazione valido per le operazioni in tale Stato, non è iscritto al VIES e non è assoggettato ad un regime di tassazione degli acquisti intracomunitari.

L’iscrizione al VIES del soggetto passivo Iva non è decisiva per l’applicazione della non imponibilità, sempreché ne siano soddisfatte le condizioni essenziali sostanziali.

Queste ultime si concretano nei presupposti che cedente e cessionario siano soggetti passivi IVA, che il bene sia fuoriuscito e sia nella disponibilità del cessionario.

In base a tale indirizzo derivato dalla sentenza C-21/16 del 9 febbraio 2017 della Corte di Giustizia dell’Unione europea, la CTR abruzzese ha rigettato l’appello dell’Ufficio e confermato l’esito del primo grado.

Secondo i giudici pescaresi, infatti, ai sensi degli articoli 131 e 138 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, l’amministrazione tributaria non può negare l’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto di una cessione intracomunitaria per il solo motivo che l’acquirente, domiciliato sul territorio dello Stato membro di destinazione e titolare di un numero di identificazione valido per le operazioni in tale Stato, non è iscritto al VIES e non è assoggettato ad un regime di tassazione degli acquisti intracomunitari.

Precisano, inoltre, i giudici che la direttiva IVA 2018/1910/UE stabilisce che la mancata iscrizione al VIES sarà, invece, condizione sostanziale e non più formale a partire dal 1 gennaio 2020.

Massima: 

Secondo l’indirizzo prevalente della Corte di Giustizia UE – confermato dalla sentenza C-21/16 del 9 febbraio 2017 -l’iscrizione al VIES del soggetto passivo Iva non è una condizione per l’applicazione della non imponibilità, sempreché siano soddisfatte le condizioni essenziali sostanziali (cedente/cessionario soggetti passivi Iva, fuoriuscita del bene, bene nella disponibilità del cessionario).

Ai sensi degli articoli 131 e 138 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio l’amministrazione tributaria non può negare l’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto di una cessione intracomunitaria per il solo motivo che l’acquirente, domiciliato sul territorio dello Stato membro di destinazione e titolare di un numero di identificazione valido per le operazioni in tale Stato, non è iscritto al VIES e non è assoggettato ad un regime di tassazione degli acquisti intracomunitari. Dal 1° gennaio 2020, invece, l’iscrizione al VIES sarà un requisito obbligatorio per ottenere l’esenzione.

Attualmente l’impugnazione dell’atto fiscale innanzi alle Commissioni Tributarie può essere esercitata tanto col mezzo cartaceo che con la modalità informatica. L’obbligatorietà del ricorso al sistema informatico è circoscritta solo alle ipotesi in cui la parte abbia utilizzato in primo grado le modalità telematiche, cosicché è tenuta ad utilizzare le medesime modalità per l’intero grado del giudizio e per l’appello.

Fonte: Sentenza del 21/05/2019 n. 452 – Comm. Trib. Reg. per l’Abruzzo Sezione/Collegio 7

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