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Commiss. Trib. Regionale di Milano Sentenza n. 1926 del 7 maggio 2015 (ud 5 febbraio 2015)

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Ai fini della verifica della validità della notifica degli atti presupposti alla cartella impugnata, si deve applicare il combinato disposto dell’art. 160 c.p.c. e dell’art. 8, comma 2, della L. n. 890 del 1982.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI MILANO

QUATTORDICESIMA SEZIONE

riunita con l’intervento dei Signori:

MARINI INES MARIA LUISA – Presidente

SCHIAVINI PIETRO MARIA – Relatore

TRINCA COLONEL GIOVANNI – Giudice

ha emesso la seguente

SENTENZA

– sull’appello n. 5016/13

depositato il 24/10/2013

– avverso la sentenza n. 142/5/13 emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di MILANO

contro: AG.ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE I DI MILANO

proposto dal ricorrente:

T.M.

VIA S. 24060 B.

difeso da:

FERRAJOLI LUIGI

VIA A. LOCATELLI N.25 24100 BERGAMO BG

Atti impugnati:

CARTELLA DI PAGAMENTO n. (…) IRPEF-ADD.REG. 2004

CARTELLA DI PAGAMENTO n. (…) IRPEF-ADD.REG. 2005

CARTELLA DI PAGAMENTO n. (…) IRPEF-ALTRO 2004

CARTELLA DI PAGAMENTO n. (…) IRPEF-ALTRO 2005

 

FATTO E DIRITTO

Il ricorrente propone appello per la riforma della Sentenza n. 142/05/13, dell 04/10/12, depositata in data 12/06/2013, e non notificata, con la quale la CTP di Milano si è pronunciata, respingendolo, in ordine al ricorso presentato da T.M. contro la cartella di pagamento n. (…), relativa all’iscrizione a ruolo della somma complessiva di Euro 70.706,48, derivante dall’asserita definitività di accertamenti non impugnati n. VIA S. 24060 B. per il 2004, n. VIA S. 24060 B. per il 2005 VIA S. 24060 B. per sanzioni sul 2005.

L’appellante deduce:

1) illegittimità della sentenza per mancata applicazione dell’art. 160 c.p.c. con riferimento alla nullità della notifica degli atti presupposti;

a) in primis la decisione va censurata perché basata su un presupposto di fatto erroneo, consistente nella regolare notifica degli atti presupposti,

b) la notifica di tali atti non si è mai perfezionata ed il contribuente non è mai venuto a conoscenza dell’esistenza degli stessi se non in occasione del ricevimento della cartella di pagamento,

c) nel giudizio di primo grado l’ufficio non ha provato documentalmente di aver completato l’iter previsto dall’art. 8 della L. n. 890 del 1982 per le notifiche a mezzo posta,

d) tale norma prevede che qualora l’agente postale non possa recapitare l’atto da notificare per temporanea assenza del destinatario, depositi in giornata il piego presso l’ufficio postale competente,

e) successivamente deve comunicare al destinatario l’avvenuto tentativo di notifica mediante avviso in busta chiusa a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento (cd. CAD) che in caso di assenza del destinatario deve essere affisso alla porta di ingresso oppure immesso nella cassetta della corrispondenza dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda,

f) il comma terzo dello stesso articolo dispone che la notificazione si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata di cui al secondo comma,

g) poiché il CAD è determinante ai fini del calcolo dei termine dei dieci giorni l’omesso invio da parte dell’agente postale e la sua mancata produzione determinano la nullità della notifica ex art. 160 c.p.c.,

h) nel caso in esame l’Agenzia in primo grado produceva solo la copia fotostatica delle buste di spedizione degli atti, oltre che la copia fotostatica dei relativi avvisi di ricevimento nei quali è indicata la mancata consegna del plico al domicilio per temporanea assenza del destinatario e l’emissione dei CAD mai ricevuti dal contribuente,

i) CAD che nel giudizio di primo grado non sono state prodotte nemmeno in fotocopia,

j) La mancata conoscenza del tentativo di notifica degli atti non metteva il contribuente nelle condizioni di ritirare gli stessi presso l’ufficio postale con conseguente lesione del diritto di difesa,

k) Ne consegue la nullità della notifica e la conseguente illegittimità dell’iscrizione a ruolo delle somme portate in tali atti,

1) La Commissione adita dovrà quindi annullare la cartella esattoriale poiché fondata sull’illegittima iscrizione a ruolo.

2) Omessa motivazione in ordine all’eccepita invalidità della cartella per nullità della notifica degli atti presupposti;

a) La pronuncia si limita a confermare la cartella di pagamento senza motivare sul vizio di notifica degli atti presupposti eccepito con il ricorso introduttivo.

Chiede:

– in riforma della sentenza impugnata di annullare in quanto illegittimo il ruolo n. 2011/003737 e, per l’effetto, la cartella di pagamento n. (…);

– in subordine annullare la sentenza impugnata per carenza di motivazione;

– in ogni caso con vittoria di spese ed accessori;

– la discussione in pubblica udienza.

Resiste l’appellata Agenzia delle Entrate per la conferma della sentenza impugnata controdeducendo:

– che nella decisione impugnata i giudici di prime cure hanno implicitamente ritenuto perfezionato l’iter procedurale di notifica quando hanno affrontato il motivo di ricorso relativo alla asserita decadenza dal potere accertativo;

– che da ciò discende che viene meno l’ipotesi di omessa pronuncia;

– che nel precedente grado di giudizio erano state prodotte e documentate tutte le formalità e gli incombenti previsti per il perfezionamento della procedura notificatoria;

– in particolare venivano prodotti gli avvisi di ricevimento delle raccomandate consegnate il 22.12.2010 all’agente postale;

– dalle annotazioni contenute in tali avvisi di ricevimento si rileva l’esatto adempimento anche delle ulteriori formalità secondo la sequenza procedimentale disciplinata dalle citate norme di legge;

Chiede il rigetto dell’appello e la conferma della sentenza impugnata con vittoria di spese.

In esito alla discussione il Collegio ritiratosi in Camera di Consiglio per deliberare ha ritenuto l’appello fondato e da accogliere con riforma della sentenza impugnata per i seguenti motivi.

Ai fini della verifica della validità della notifica degli atti presupposti alla cartella impugnata che, se validamente notificati sarebbero divenuti definitivi con la conseguente validità ed efficacia della cartella de quo si deve applicare il combinato disposto dell’art. 160c.p.c. e dell’art. 8, comma 2, della L. n. 890 del 1982.

L’art. 160 c.p.c. dispone che “la notificazione è nulla se non sono osservate le disposizioni circa la persona alla quale deve essere consegnata la copia, o se vi è incertezza assoluta sulla persona a cui è fatta o sulla data, salva l’applicazione degli articoli 156 e 157.”

L’art. 8, comma 2, della L. n. 890 del 1982, come modificato dal D.L. n. 35 del 2005 dispone che la spedizione della “comunicazione di avvenuto deposito” del piego raccomandato è condizione imprescindibile per il perfezionarsi della notifica e che solo dall’invio della CAD decorre il termine di dieci giorni per la compiuta giacenza.

Di fatto l’invio della CAD produce il formarsi di una data certa iniziale da cui contare i dieci giorni per il perfezionamento della notifica.

La mancata produzione della comunicazione di avvenuto deposito impedisce di verificare tale data e conseguentemente impedisce il perfezionamento della notifica contrariamente a quanto sostenuto dai Giudici di prime cure.

Il mancato perfezionamento delle notifiche degli avvisi di accertamento impedivano che gli stessi di diventare definitivi.

Conseguentemente la cartella di pagamento basata sull’erroneo presupposto che tali avvisi fossero divenuti definitivi deve essere annullata.

 

P.Q.M.

La Commissione

Accoglie l’appello

Condanna l’Ufficio al pagamento delle spese di entrambi i gradi, liquidate in complessivi Euro 2000,00oltre agli accessori di legge.

Condanna l’ufficio a rimborsare al contribuente le somme in ipotesi nelle more pagate in conseguenza della cartella di pagamento annullata, con gli accessori di legge.

Milano, il 5 febbraio 2015.

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