Home Sentenze CTP Caltanissetta, Sez. I, sentenza del 17/05/2018, n. 592

CTP Caltanissetta, Sez. I, sentenza del 17/05/2018, n. 592

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FATTO – DIRITTO – MOTIVI

V.C., rappresentata e difesa dall’ Avv. D.D., ha proposto ricorso con istanza di reclamo avverso l’intimazione di pagamento n.29220169001846751 notificata in data 29/6/2016 da Riscossione Sicilia.
Ha eccepito la nullità e/o illegittimità dell’impugnata intimazione per inesistenza e/o nullità della notifica delle relative cartelle di pagamento; la nullità dell’intimazione per vizio assoluto di motivazione; per mancata indicazione del procedimento di computo degli interessi; per intervenuta prescrizione del credito e decadenza delle sanzioni applicate. Ha, altresì, chiesto la sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato.

Si è ritualmente costituito in giudizio l’Agente della Riscossione formulando le proprie controdeduzioni.
All’udienza dell’11/10/2017 la Commissione, ritenuti non sussistenti i presupposti per l’accoglimento dell’istanza di sospensione, la rigettava.
Il successivo 19/4/2018 il difensore del ricorrente depositava memoria illustrativa.
In esito all’odierna udienza si osserva.
Va preliminarmente rilevato che la Riscossione ha chiesto dichiararsi la cessazione della materia del contendere in ordine alte cartelle portanti i nn. … e …., trattandosi di tributi prescritti.
Va, in merito alla richiesta, evidenziato che solo la prima delle tre cartelle indicate rientra tra quelle contenute nella intimazione dj pagamento, mentre delle altre non v’è traccia alcuna. Sicché deve essere accolta la richiesta della Riscossione, esclusivamente con riguardo alla pretesa tributaria riportata nella prima delle tre cartelle cui si fa riferimento.

Quanto al contenuto delle otto cartelle cui si riferisce l’intimazione di pagamento si rileva che esse hanno ad oggetto l’omesso versamento di tributi erariali-ritenute alla fonte del reddito dei lavoratori, tasse automobilistiche, Tarsu — che si prescrivono nel termine massimo di anni cinque.

Secondo la documentazione prodotta dall’Agente della Riscossione per sei cartelle di pagamento recanti i seguenti numeri ….. vi è stata una consegna a persona diversa dal destinatario; non risulta esservi stato l’invio al medesimo della raccomandata contenente la comunicazione di avvenuta notifica del plico contenente la cartella.
Tale omissione rende nulla, secondo ormai consolidata giurisprudenza di legittimità (cass. sent. n.2868/2017 – n.6345/2013 – n.21725/2012 n.1366/2010), la notifica.
Ed ancora, la notifica delle cartelle n.29220110003807332 e n.29220110008216946 è stata eseguita a mezzo poste privata ed è, dunque, da ritenersi inesistente ln ogni caso, per ogni singolo tributo portato dalle cartelle appare maturato il termine di prescrizione ove si consideri che l’intimazione di pagamento è stata notificata il 28/6/2016 e che i tributi cui si fa riferimento vanno dal 1999 al 2005.
Invero, al riguardo, l’Agente della Riscossione ha sostenuto che i tributi relativi alle cartelle richiamate nell’intimazione non sarebbero prescritti stante che vi sarebbero stati vari atti interruttivi.
Ha all’uopo prodotto documentazione che non consente la riferibilità agli atti che avrebbero potuto dimostrare l’effetto interruttivo della prescrizione.
La Corte di Cassazione (sente n.7615/2016) ha affermato che è onere del soggetto resistente offrire in produzione ogni atto idoneo per dimostrare l’avvenuta notifica di atti interruttivi della prescrizione.
Tali non possono ritenersi i meri atti amministrativi interni non suscettibili di assumere probante valore giuridico.
Il ricorso va, dunque, accolto con condanna della parte soccombente alte spese di giudizio che si liquidano in complessivi euro cinquecento in favore del procuratore antistatario.

P.Q.M.

La Commissione Tributaria dichiara cessata la materia del contendere in ordine credito portato dalla cartella n…., accoglie per il resto il ricorso dichiarando la nullità dell’intimazione di pagamento n……

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