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Dirigente decaduto: Inammissibile l’eccezione sollevata nell’udienza di Cassazione

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Dirigenti decaduti: Inammissibile l'eccezione sollevata nell'udienza di Cassazione - iltuotributarista.it

È inammissibile la nuova eccezione di nullità dell’atto impositivo per carenza dei requisiti dirigenziali in capo al funzionario firmatario se è stata avanzata dal contribuente, per la prima volta, nel corso della discussione orale del giudizio di Cassazione.

A stabilirlo è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 21616 pubblicata il 23/10/2015.

Sul piano processuale, la pretesa nullità dell’avviso di accertamento per l’asserita carenza dei requisiti (soggettivi) indicati nell’art. 42 d.p.r. 600/1973 e nell’art. 56 d.p.r. 633/1972 non è rilevabile d’ufficio e la relativa questione, se non prospettata nel giudizio di primo grado (art. 61 d.p.r. 600/1973, art. 59 d.p.r. 633/1972; Cass. 3731/93) – o più esattamente nel ricorso introduttivo col passaggio dal d.p.r. 636/1972 al d.lgs. 546/1992 – non può essere introdotta successivamente (8114/02, 13087/03, 10802/10).

Restano, dunque, ferme le preclusioni che derivano del peculiare regime di carattere impugnatorio del processo tributario. Si è recentemente osservato (Cass. 18448/15) che, diversamente da quanto avviene nel diritto amministrativo, in materia fiscale opera un regime unitario del vizio dell’atto che deve essere fatto valere nella forma e nel termine di decadenza previsti dall’art. 21 d.lgs. 546/1992; in difetto, il provvedimento diventa incensurabile sul punto. Il legislatore fiscale, infatti, usa la sanzione della “nullità” in senso a-tecnico e la sua reale natura giuridica va intesa come “annullabilità” desunta dalla propria disciplina testuale delle norme regolatrici del procedimento e del processo tributario.

Né il regime dei vizi degli atti amministrativi (art. 21 septies I. 241/90) può essere automaticamente esteso in ambito tributario, essendo applicabile solo laddove non siano incompatibile con le norme di diritto che disciplinano il procedimento impositivo.

Pertanto, la parte ricorrente deve essere dichiarata decaduta dalla possibilità di eccepire, nel giudizio di legittimità, l’invalidità dell’atto impugnato sotto il nuovo profilo della pretesa carenza dei requisiti dirigenziali in capo al funzionario firmatario.

Fonte: DirittoItaliano.com

Ne abbiamo parlato anche qui: Dirigenti illegittimi: nullità non rilevabile d’ufficio (Cassazione) e La nullità dell’atto non può essere rilevata d’ufficio

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