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Il concessionario deve fornire prova della notifica degli atti prodromici

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La notificazione, lungi dall’assolvere ad una mera funzione conoscitiva, rappresenta elemento fondativo dell’atto medesimo in carenza o in difetto del quale l’atto è affetto da nullità non sanabile a posteriori (CTP Cosenza, sent. n. 1225/06/15 del 10/02/2015).

Il ricorrente, difeso dal dott. Giuseppe Russo, proponeva ricorso avverso un’intimazione di pagamento sostenendo la carenza di motivazione dell’atto, poiché essendo autonomamente impugnabile, non può limitarsi a contenere l’invito ad adempiere ad un pagamento. Eccepiva, inoltre, la mancata indicazione della data in cui sono stati consegnati i ruoli al concessionario, al fine di poter quantificare gli interessi. Sosteneva, infine la nullità dell’atto per difetto di notificazione dello stesso e della prodromica cartella di pagamento.

“La Commissione, alla luce della documentazione in atti, dichiara il ricorso meritevole d’accoglimento per difetto di notificazione. La notificazione, lungi dall’assolvere ad una mera funzione conoscitiva, rappresenta elemento fondativo dell’atto medesimo in carenza o in difetto del quale l’atto è affetto da nullità non sanabile a posteriori. Come più volte ribadito da questa Commissione, in caso di contenzioso, come nella fattispecie considerata, l’onere della prova, in merito alla regolare notificazione dell’atto, grava sul Concessionario, il quale è tenuto ad esibire l’originale dell’avviso di ricevimento, unico elemento probatorio che ha rilevanza giuridica, tenuto conto che trattasi di atto di natura ricettizia e non processuale. Nella fattispecie il Concessionario, si è limitato ad esibire l’estratto di ruolo, che non assurge a elemento probatorio rilevante. Tale orientamento è avvalorato dalla recente sentenza n. 2422 del Consiglio di Stato, depositata in data 12 maggio 2014, la quale ha chiarito, in primo luogo, che, per i concessionari, vige la norma dell’art. 26 comma 4, del D.P.R. n. 602 del 1973, che li obbliga a conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso del ricevimento ed hanno l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione. Per quanto riguarda l’oggetto della richiesta di accesso agli atti, il Supremo Organo ha evidenziato che la cartella di pagamento, di cui il ricorrente ha chiesto l’ostensione, e il provvedimento ricevuto, intestato “estratto cartella” e stampigliato come “copia conforme dell’estratto di ruolo” siano in realtà documenti diversi. E per tale ragione è stato riconosciuto il diritto del contribuente ad ottenere copia integrale della cartella di pagamento e della notifica della stessa, anche al fine di potere decidere se proporre o meno, impugnazione innanzi alla competente Autorità. Pertanto, è evidente come anche il Consiglio di Stato identifica quale unico elemento probatorio l’originale dell’avviso di ricevimento”

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