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Illegittima la notifica di un avviso di accertamento, notificato a un residente all’estero, ai sensi dell’art. 140 c.p.c.

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Nel caso in cui sia stato notificato a un residente all’estero, regolarmente iscritto all’AIRE, un avviso di accertamento ai sensi dell’art. 140 c.p.c., anche se in epoca precedente la sentenza della Corte Costituzionale n. 366/2007 (che ha dichiarato illegittimo l’art. 60 del DPR 600/1973 nella parte in cui non prevedeva il ricorso alla notificazione ex art. 142 c.p.c. per i non residenti), l’illegittimità della notifica – se detta eccezione sia stata sollevata nel corso del giudizio – opera anche nei confronti della cartella regolarmente notificata e poi tempestivamente impugnata. Ciò in quanto l’efficacia retroattiva della pronuncia della Consulta viene a essere esclusa solo con riferimento ai rapporti giuridici conclusi.

Lo ha precisato la Cassazione con l’ordinanza n. 618/2018 pubblicata il 12 gennaio 2018.

Motivazioni

Questa Corte ha rilevato che, in caso di impugnazione, da parte del contribuente, della cartella esattoriale per l’invalidità della notificazione dell’avviso di accertamento, la Corte di cassazione non può procedere ad un esame diretto degli atti per verificare la sussistenza di tale invalidità, trattandosi di accertamento di fatto, rimesso al giudice di merito, e non di nullità del procedimento, in quanto la notificazione dell’avviso di accertamento non costituisce atto del processo tributario, ma riguarda solo un presupposto per l’impugnabilità davanti al giudice tributario della cartella esattoriale, potendo l’iscrizione a ruolo del tributo essere impugnata solo in caso di mancata o invalida notifica al contribuente dell’avviso di accertamento, a norma dell’abrogato art. 16, comma 3, del d.P.R. n.636 del 1972 e dell’art. 19, comma 3, del vigente d.P.R. n. 546 del 1992. (Sez. 5, Sentenza n. 18472 del 21/09/2016, Rv. 640973 – 01): in questo caso, ovviamente, non occorre alcun accertamento in fatto relativo alla regolarità della notifica dell’avviso di accertamento, poiché è pacifico che esso sia avvenuto con le modalità successivamente dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale.

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