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Illegittima l’applicazione dell’aggio senza la prova dell’attività di riscossione

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Laddove al creditore opposto, nello specifico l’Agente della riscossione, venga contestato il proprio credito, a questi incombono i relativi oneri probatori ex art. 2697 cc: contestazione quanto ad effettività e a consistenza delle prestazioni eseguite come pure alla rispondenza delle somme richieste per le predette prestazioni (in analogia per crediti professionali legali, v. Cass. n. 712/2018; anche, n. 10408/18).

In assenza di tale prova ovvero della giustificazione dei costi ribaltati sulla ricorrente, gli oneri della riscossione non possono ritenersi effettivamente sostenuti e vanno, di conseguenza, annullati.

Lo ha precisato la Commissione Tributaria di Parma con la sentenza n. 38, depositata il 12 febbraio 2019 con le seguenti

Motivazioni

Se il debitore con l’iscrizione a ruolo del proprio debito deve rifondere all’Agente della riscossione i costi [sostenuti] per il funzionamento – e il relativo svolgimento – del servizio di riscossione e se tale attività deve sfociare in un giusto compenso, quale ristoro e retribuzione, la contestazione in ricorso promossa dallo stesso debitore/contribuente con cui (v. pag. 9 Ricorso) si eccepisce l’inesistenza o la sproporzione del costo per l’attività svolta dall’Agente, comporta una inequivocabile inversione dell’onere della prova in capo all’esattore e la conseguente prova dell’esistenza di quei costi.

Del resto, non appare pretestuoso richiedere le ragioni di una spesa aggiuntiva di oltre circa € 26.000,00 per compensi, per riscuotere il carico debitorio. Così e come, doveroso, appunto per la posizione pubblicistica che assume l’Agente della riscossione, e necessario risulta essere la replica da parte dell’Agente medesimo, e cioè la dimostrazione che per l’esercizio di riscossione ha dovuto sostenere quell’importo indicato in cartella.

Diversamente operando e financo interpretando, si andrebbe in rotta di collisione con il consolidato orientamento della S.C. (dal quale non si ravvisano nuovi elementi per cui discostarsi) e con la evidente disposizione scaturente dall’art. 17 più volte detto.

 

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