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Ipoteca volontaria a favore della riscossione: nessuna imposta

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In caso di formalità eseguite nell’interesse delle amministrazioni dello Stato, non vi è mai l’obbligo di corrispondere le imposte conseguenti alla registrazione.

Il fatto

Il caso riguarda una società di capitali proprietaria di immobili che mediante concessione di un’ipotecaria volontaria a favore di Equitalia Riscossioni, addiviene ad una transazione fiscale con l’agenzia delle Entrate.

In tale occasione il notaio rogante non ha dato luogo al versamento delle imposte e tasse ipotecarie ritenendo applicabile, in virtù della procedura di transazione fiscale in corso, l’esenzione delle formalità eseguite nell’interesse dello Stato.

Ma la società si è vista comunque recapitare l’avviso di liquidazione ed ha così proposto ricorso davanti alla Ctp di Roma.

Nella propria difesa, l’Amministrazione ha sostenuto che il Concessionario della riscossione, pur avendo mandato dall’agenzia delle Entrate, non può essere propriamente considerato «Stato» nell’accezione richiesta per potere integrare il presupposto soggettivo della norma.

Motivazioni

La Ctp di Roma, sez. 41, con la sentenza n.10468, depositata il 16/05/2018, ha accolto il ricorso con le seguenti motivazioni:

Il Decreto Legislativo n. 347/90 prevede all’art., comma 2, in materia di imposta ipotecaria, che .. “non sono soggette all’imposta le formalità eseguite nell’interesse dello Stato … ” , di pari tenore l’art. 12 del DPR 635172 che recita: “non sono soggette alle imposte le formalità e le certificazioni eseguite nell’interesse delle amministrazioni dello Stato”.

L’Agenzia delle Entrate, la cui originaria istituzione, ai sensi dell’art. 57 del Dlgs. N. 300 del 30 luglio 1999, essendo sottoposta al Ministero dell’Economia e delle Finanze ed al controllo della Corte dei Conti, deve considerarsi, fuori di ogni dubbio, amministrazione dello Stato.

Altresì, devono ritenersi appartenenti all’amministrazione dello Stato le società del Gruppo Equitalia – già Agenti della Riscossione (controllato per il 51% dall’Agenzia delle Entrate e per il 49% daii’INPS). Alle stesse conclusioni si perviene dall’esame combinato del Decreto Legge n. 203 del 30.09.2005 (art. 3, c. l) e del Decreto Legge n. 93 del 22.10.2016 (art. 1, c. 1 e c.2 ).

Infatti, il D.L. n. 93/16:

  • all’art.1 , comma 1, disciplina che: “A decorrere dal luglio 2017 le società del Gruppo Equitalia sono sciolte. Le stesse sono cancellate d’ufficio dal registro delle imprese ed estinte, senza che sia esperita alcuna procedura di liquidazione. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto è fatto divieto alle società di cui al presente comma di effettuare assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale”;
  • al comma 2 rileva che: “dalla data di cui al comma 1, l’esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale di cui all’art. 3, comma 1, del decreto legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito con modificazioni nella legge 2 dicembre 2005, n. 248, riattribuito all’Agenzia delle Entrate di cui all’articolo 62 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, è svolto dall’ente strumentale di cui al comma 3.”

Ulteriore conferma dell’appartenenza del precedente Agente della Riscossione all’amministrazione dello Stato è data dall’ art. 3, comma del D.L. 203, ove nel disciplinare la “materia di servizio nazionale della riscossione”: impone che “A decorrere dal 1° ottobre 2006 è soppresso il sistema di affidamento in concessione del servizio nazionale della riscossione e le funzioni relative alla riscossione Nazionale sono attribuite all’Agenzia delle entrate, che le esercita mediante la società di cui al comma 2. Per l’immediato avvio delle attività occorrenti al conseguimento dell’obiettivo di cui al comma a ed al fine di un sollecito riordino della disciplina delle funzioni relative alla riscossione nazionale, volto ad adeguare i contenuti del medesimo obiettivo, l’Agenzia delle entrate e l’Istituto nazionale della previdenza sociale (I.N.P.S.) procedono, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, alla costituzione della “Riscossione S.p.A.” …. “

Infine soccorre il comma 29 del sopra menzionato DL. 203/05 che disciplina: “La Riscossione S.p.A. e le società dalla stessa partecipate ai sensi del comma 7, sono equiparate ai soggetti pubblici; ad esse si applicano altresì le disposizioni previste dall’art. 66 dello stesso decreto legislativo n. 96 del 2003”.

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