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Iscrizione di Ipoteca da parte di Equitalia

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Iscrizione di Ipoteca da parte di Equitalia - iltuotributarista

La normativa sulla possibilità di iscrizione di ipoteca da parte di Equitalia è stata oggetto di diverse modifiche normative negli ultimi anni.

La modifica più significativa è senza dubbio quella apportata dal D.L. n. 16/2012, che, ha introdotto il limite di ventimila euro al di sotto del quale l’agente della riscossione non può procedere all’iscrizione di ipoteca (limite all’epoca coincidente con quello previsto per il pignoramento immobiliare), nonché il limite introdotto dal D.L. n. 69/2013, che ha disposto l’impignorabilità dell’immobile di proprietà del debitore adibito ad uso abitativo e dove lo stesso vi risiede anagraficamente, innalzando a centoventi mila euro il limite al di sotto del quale non si può comunque procedere ad espropriazione forzata per gli altri immobili diversi dall’abitazione principale.

È importante sottolineare sul punto l’importante modifica apportata all’art. 77 del d.P.R. 602/1973, in base al quale è stabilito che l’agente della riscossione può iscrivere la garanzia ipotecaria anche quando non si siano ancora verificate le condizioni per procedere all’espropriazione di cui al precedente art. 76: in termini pratici, l’iscrizione di ipoteca può avvenire anche su un immobile che per legge non è possibile pignorare, manifestandosi in tal modo la portata di garanzia del credito attribuita a tale istituto. Dunque, a differenza del passato, con le variazioni del D.L. n. 69/2013 esiste un disallineamento, tra importo limite per l’iscrizione di ipoteca e condizioni di impignorabilità, che deve essere tenuto bene a mente.


La Corte di Cassazione ha però stabilito, con la recente sentenza delle Sezioni Unite n. 19667 del 18.09.2014, che l’iscrizione di ipoteca deve essere sempre preceduta, almeno trenta giorni prima dell’iscrizione stessada un invito al contraddittorio al soggetto interessato poiché si tratta di una misura lesiva dei suoi diritti “di difesa del cittadino, presidiato ai sensi dell’articolo 24 della Costituzione, e del buon andamento dell’amministrazione, ai sensi dell’articolo 97 della Costituzione”.

Anche per la  Corte di Giustizia Europea, d’altra parte, è necessario il contraddittorio preventivo.

Precisazioni

L’iscrizione ipotecaria conserva la sua efficacia anche senza l’invio del preavviso di cui all’art. 77, comma 2-bisfino a quando il giudice non ne ordini la cancellazione. Ne deriva il principio che l’ipoteca iscritta senza notifica del preavviso non è nulla, ma annullabile, con l’importante corollario che il vizio di legittimità dell’ipoteca iscritta senza “contraddittorio” con il contribuente non può essere dedotto in qualsiasi momento, ma deve essere fatto valere entro sessanta giorni dalla notifica del provvedimento di iscrizione ipotecaria.

Impugnabilità

Sul piano dell’impugnabilità dell’iscrizione ipotecaria, il contribuente può indifferentemente decidere sia di impugnare subito la comunicazione preventiva di ipoteca, sia di attendere la successiva iscrizione ipotecaria. Naturalmente, qualora il debitore decidesse di opporsi direttamente all’iscrizione ipotecaria, potrà impugnare insieme a quest’ultima anche il preavviso di ipoteca. La scelta tra l’impugnare il preavviso o attendere l’avvenuta iscrizione di ipoteca dipende soprattutto dal tipo di vizio per il quale si intende ricorrere. Se, infatti, motivo del ricorso è un vizio formale nella notifica del preavviso di iscrizione ipotecaria, appare ormai conveniente attendere la successiva notifica dell’iscrizione ipotecaria, considerato che a livello giurisprudenziale è ormai pacifico che i vizi formali della notifica si considerano sanati se l’atto da notificare ha comunque raggiunto il suo scopo.

Come impugnare

L’impugnazione avviene con le regole del D. Lgs. n. 546/1992 innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale competente per territorio per i soli crediti tributari, mentre, con riferimento agli altri crediti, l’impugnazione può essere proposta innanzi alla competente Autorità Giudiziaria Ordinaria.

Altri rimedi

In alternativa all’impugnazione,  il contribuente può decidere di ottemperare al proprio debito, presentando un’istanza di rateazione. E’ però fondamentale che l’istanza di rateizzazzione sia presentata prima dell’iscrizione ipotecaria, per impedire all’agente della riscossione di ricorrere a tale procedura cautelare. Laddove invece l’ipoteca risulti essere già stata iscritta dall’agente della riscossione, non si potrà procedere alla sua cancellazione anche nell’ipotesi in cui la richiesta di rateazione sia accettata ma, eventualmente, si potrà soltanto richiedere in un periodo successivo una riduzione dell’ipoteca in considerazione dei pagamenti già effettuati.

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