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La cartella ai sensi dell’ex art. 36-bis non necessita di particolare motivazione

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Per la Commissione Tributaria Regionale di Catanzaro (sentenza n. 74/01/15 depositata il 22 gennaio 2015) la cartella di pagamento conseguente alla procedura di controllo automatizzato ex artt. 36-bis D.P.R. 600/73 e 54 bis D.P.R. 633/72 non richiede una motivazione dettagliata: l’onere dell’Ufficio può dirsi assolto mediante un mero richiamo al modello Unico presentato dal contribuente. La cartella, inoltre, è regolarmente notificata per posta anche quando l’avviso di ricevimento non indica le generalità del soggetto cui l’atto è stato consegnato.

Nel caso di specie i giudici di secondo grado hanno escluso un particolare onere di motivazione della cartella impugnata poiché, trattandosi di controllo automatizzato della dichiarazione presentata dal contribuente, con riferimento a omessi versamenti IVA, il debito complessivo è corrisposto alla sommatoria dei mancati versamenti periodici. Quindi il contribuente si è trovato già nella condizione di conoscere i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della richiesta fiscale, “con l’effetto che l’onere di motivazione può considerarsi assolto dall’ufficio mediante un mero richiamo alla dichiarazione medesima (cfr. Sent. Sez. 5 Num. 22402 Anno 2014 – Data pubblicazione:22/10/2014)”.

Quanto, poi, alla sostenuta nullità della notifica della cartella, i giudici del capoluogo calabrese hanno osservato che la cartella esattoriale può essere notificata, ai sensi dell’art. 26 del D.P.R. n. 602/73, anche direttamente da parte del concessionario mediante raccomandata con avviso di ricevimento; in questo caso, secondo la disciplina degli artt. 32 e 39 del D.M. 9 aprile 2001, è sufficiente, per il relativo perfezionamento, che la spedizione postale sia avvenuta con consegna del plico al domicilio del destinatario, senz’altro adempimento a opera dell’ufficiale postale, se non quello di curare che la persona da lui individuata come legittimata alla ricezione apponga la sua firma sul registro di consegna della corrispondenza, oltreché sull’avviso di ricevimento da restituire al mittente. Ne consegue che se anche manchino nell’avviso di ricevimento le generalità della persona cui l’atto è stato consegnato, adempimento non previsto da alcuna norma, e la relativa sottoscrizione sia addotta come inintelligibile, l’atto è pur tuttavia valido, poiché la relazione tra la persona cui esso è destinato e quella cui è stato consegnato costituisce oggetto di un preliminare accertamento di competenza dell’ufficiale postale, assistito dall’efficacia probatoria di cui all’art. 2700 cod. civ. ed eventualmente solo in tal modo impugnabile, stante la natura di atto pubblico dell’avviso di ricevimento della raccomandata (cfr. Sent. Sez. 5 Num. 11708 Anno 2011 – Data pubblicazione- 27/05/2011).

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