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La cartella deve indicare gli estremi della pretesa

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È illegittima la cartella di pagamento che non riporta gli estremi della comunicazione con la quale è stata rideterminata l’imposta dovuta: si tratta infatti dell’atto presupposto fondante la pretesa.

A precisarlo è la Cassazione con l’ordinanza 18224/2018 dell’11/07/2018

Il fatto

Dopo la notifica di una comunicazione, un contribuente ha presentato una serie di documenti, ottenendo dall’ufficio la riduzione dell’originaria pretesa. Tuttavia, della rideterminazione della pretesa nessuna comunicazione è stata successivamente notificata al contribuente, al quale è stata notificata direttamente la cartella di pagamento.

Per l’Agenzia delle Entrate la notifica della prima comunicazione di irregolarità, fatta al contribuente, anche se diversa da quella a cui si riferisce la cartella e mai portata a conoscenza del ricorrente, non inficerebbe sulla motivazione dell’atto impugnato.

Per la cassazione, invece, è corretta la pronuncia della CTR che ha ritenuto viziato l’atto impugnato (cartella) che, nell’indicare le ragioni della pretesa attraverso il rinvio ad una comunicazione d’irregolarità, aveva fatto rinvio ad un atto non allegato e non comunicato previamente al contribuente, in tal modo uniformandosi all’indirizzo della Corte stessa.

Il difetto di motivazione della cartella esattoriale, che faccia rinvio ad altro atto costituente il presupposto dell’imposizione senza indicarne i relativi estremi in modo esatto, non può condurre alla dichiarazione di nullità, allorché la cartella sia stata impugnata dal contribuente, il quale abbia però dimostrato di avere piena conoscenza dei presupposti dell’imposizione, per averli puntualmente contestati, ricorrendo invece un’effettiva limitazione del diritto di difesa qualora il contribuente non sia stato posto in grado di conoscere le ragioni dell’intimazione di pagamento ricevuta e alleghi il pregiudizio patito effettivamente -cfr.Cass.9778/2017-.

La mancata indicazione in cartella della seconda comunicazione di irregolarità ha realmente inciso sul diritto di difesa, contenendo la stessa le ragioni poste a fondamento della cartella, non esternate nell’atto.

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