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La costituzione dell’Agenzia della riscossione con un avvocato del foro libero è una nullità sanabile

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La nullità della costituzione in giudizio è sanabile in forza dei principi ricavabili dall’art. 182 c.p.c..

Lo ha precisato la Ctr Campania con ordinanza n. 443/72/18 con le seguenti

Motivazioni

E’ noto che l’art. 1 del d.l. n. 193/2016, come modificato dalla legge di conversione n. 225/2016, ha previsto che, a decorrere dal 1.7.2017, le società del Gruppo Equitalia sono sciolte ed estinte, che l’esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale è attribuito all’Agenzia delle Entrate ed è svolto dall’ente pubblico economico, denominato “Agenzia delle Entrate – Riscossione”, ente strumentale dell’Agenzia delle entrate sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell’economia e delle finanze, e che tale ente “subentra, a titolo universale nei rapporti giuridici attivi”.

Per effetto delle modifiche apportatevi dall’art. 9 co. 1, lett. d, del dlgs. n. 156/2015, ed entrate in vigore il 1.1.2016, l’art. 11 cit. al comma 2 dispone ora che “l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate […] e riscossione nei cui confronti è proposto un ricorso, sta in giudizio direttamente o mediante la struttura territoriale sovraordinata [..]”.

La norma ha esteso, dunque, l’inammissibilità della rappresentanza processuale volontaria, oltre che espressamente agli uffici dell’Agenzia delle entrate ed a quelli dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (come già si riteneva) ed alle cancellerie o segreterie dell’ufficio giudiziario (come già previsto dal comma 3 bis), anche all’ufficio dell’agente della riscossione nei cui confronti è proposto il ricorso, il quale quindi deve stare in giudizio direttamente (o mediante la struttura territoriale sovraordinata), cioè in persona dell’organo che ne ha la rappresentanza verso l’esterno o di uno o più suoi dipendenti dallo stesso organo all’uopo delegati, e non può farsi rappresentare in giudizio da un soggetto esterno alla sua organizzazione (in tal senso cfr. C. T.P. Napoli n. 11055/1/2017 del 27.4/23.6.2017).

Le conseguenze discendenti dalla costituzione in giudizio di un falsus procurator

Tanto premesso, per quanto riguarda le conseguenze discendenti dalla costituzione in giudizio di un falsus procurator, ossia di un soggetto munito di potere rappresentativo conferitogli in violazione del suddetto divieto (rectius in violazione dei limiti per la validità processuale del potere rappresentativo), va osservato quanto segue:

Anzitutto, è noto che la mancanza del potere di rappresentanza può essere rilevata in ogni stato e grado di giudizio, anche in sede di legittimità ed anche se non vi sia stata contestazione nei precedenti gradi di merito (Cass. S.U. 4.3.2016 n. 4248), e che può essere sanata in fase di impugnazione (e, dunque, anche in appello), con efficacia retroattiva e con riferimento agli atti processuali già compiuti, per effetto della costituzione in giudizio del soggetto dotato della effettiva rappresentanza dell’ente stesso, il quale manifesti la volontà, anche tacita, di ratificare la precedente condotta difensiva del falsus procurator” (Cass. 18.3.2015 n. 5343).

Inoltre, non si dubita del fatto che in tema di processo tributario, in ragione del principio di integrazione delle non incompatibili del codice di rito civile., è applicabile il disposto di cui all’art. 182 c.p.c. (come modificato dalla novella di cui  alla l. n. 69 del 2009), con la conseguenza che il difetto di legittimazione processuale della persona fisica, che agisca in rappresentanza (organica) di un altro soggetto, può essere sanato, in qualunque stato e grado di giudizio (e dunque, arche in appello, con efficacia retroattiva e con riferimento agli atti processuali già compiuti, per effetto della costituzione in giudizio del soggetto dotato dell’effettiva rappresentanza, che manifesti la volontà, anche tacita, di ratificare la precedente condotta difensiva del “falsus procurator” (Cass. 17.2.2016 n. 3084, nonché 2.3.2017 n. 5372).

Caso di specie

Equitalia Sud s.p.a. si è costituita (dopo il 1.1.2016) irritualmente, ossia non direttamente, ma rappresentata e difesa da un avvocato del libero foro, e deve convenirsi con il rilievo sollevato dall’appellante, secondo cui anche in questo grado Agenzia delle Entrate – Riscossione (succeduta ad Equitalia Servizi di Riscossione s.p.a., a sua volta subentrata ad Equitalia Sud s.p.a.) si è costituita (dopo il 1.7 2017) irritualmente, ossia non direttamente, ma rappresentata e difesa da un avvocato del libero foro.

Trattandosi di nullità della costituzione in giudizio, sanabile in forza dei principi ricavabili dall’art. 182 cit., occorre, quindi, assegnare un termine perentorio per la diretta (nel senso dianzi precisato) costituzione in giudizio dell’agente della riscossione e per la conseguente sanatoria ex tunc degli atti processuali compiuti in nome e per conto dell’agente della riscossione da soggetti estranei alla sua organizzazione.

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