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La dichiarazione dei redditi è emendabile in contenzioso

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La dichiarazione dei redditi è emendabile in contenzioso iltuotributarista.it

È sempre emendabile la dichiarazione dei redditi anche se è già in corso un contenzioso con l’amministrazione. Ad affermarlo è la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 22443 depositata ieri.


Una cooperativa,  a seguito dell’accertamento dell’Agenzia, durante il contenzioso aveva rettificato la dichiarazione dei redditi, rilevando che giacchè la dichiarazione era stata emendata l’atto impositivo emesso andava annullato.

I primi due gradi di giudizio, confermavano la legittimità della pretesa dell’ufficio, sul presupposto che l’integrativa in favore del contribuente poteva presentarsi solo nel termine di scadenza della dichiarazione per il periodo di imposta successivo.

La cooperativa ricorreva allora in Cassazione lamentando un’errata interpretazione della norma da parte della commissione tributaria, anche alla luce dell’interpretazione della giurisprudenza di legittimità.

La Suprema corte ha accolto il ricorso, innanzitutto ricordando che secondo i principi più volte affermati, la dichiarazione dei redditi del contribuente affetta da errore sia di fatto sia di diritto, è emendabile e ritrattabile anche in sede contenziosa, quando egli possa essere assoggettato ad oneri contributivi diversi e più gravosi del dovuto.

La dichiarazione non ha natura di atto negoziale e dispositivo, poiché reca una mera esternazione di scienza e di giudizio, modificabile in ragione dell’acquisizione di nuovi elementi di conoscenza e di valutazione. Secondo i giudici, un sistema legislativo che non consenta di rettificare tale dichiarazione darebbe luogo ad un prelievo fiscale indebito, incompatibile con i principi costituzionali di capacità contributiva e di oggettiva correttezza dell’azione amministrativa.

Infine ha chiarito la cassazione che il limite temporale previsto dall’articolo 2 comma 8 bis, ossia «non oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo», si riferisce al solo uso in compensazione dell’eventuale credito risultante dall’integrativa a favore (Cassazione, n. 5399/2012 e n. 11500/2013).

Fonte: ilsole24ore del 4 novembre 2015

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