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La misura del Trattamento di fine mandato è slegata da quella dello stipendio o del Tfr

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La misura della deducibilità del Tfm è “svincolata” dal quella disposta dal Tfr, atteso che:

a) Il TFM è indennità corrisposta a titolo di indennità avente carattere previdenziale, stante il rinvio alla disciplina delle indennità percepite per cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (articolo 17, primo comma, lettera c-bis del Tuir);

b) Lo stesso è deducibile per quota statuita per anno in base al principio di competenza a condizione che tale indennità sia già stata prevista prima dell’inizio del rapporto di lavoro, in sede di costituzione ovvero con delibera dei soci come previsto dagli articoli 2364 e 2369 del Codice Civile;

c) Le norme che disciplinano la deducibilità del Tfr sono chiaramente riferite ai rapporti di lavoro dipendente, mentre il rapporto dell’amministratore con la società è inquadrabile come mandato.

Lo ha precisato la Ctr Lombardia con la sentenza n. 884/21/2018 depositata il 01/03/2018.

La tesi dell’Agenzia delle Entrate

Secondo l’Agenzia delle Entrate il Tfm, disciplinato dal quarto comma dell’articolo 105 del Tuir, è deducibile nella stessa misura prevista per il Tfr, disciplinato dal medesimo articolo al primo comma nonché dall’articolo 2120 del Codice Civile ossia nella misura annuale che non deve superare l’importo della retribuzione annua dovuta divisa per 13,5.

Le considerazioni della CTR Lombardia

Le uniche norme che dispongono circa i compensi spettanti agli amministratori e applicabili alla indennità di fine mandato sono in realtà dettate dagli articoli 2364 e 2389 del codice civile, dove si stabilisce che il compenso spettante agli amministratori viene fissato dall’assemblea dei soci se non lo è stato in precedenza all’atto della nomina e/o nello statuto della società essendo rimesso alla libera determinazione degli interessati nelle accennate circostanze senza che all’Amministrazione finanziaria competa un vaglio di congruità.

Per questo motivo la commissione tributaria regionale di Milano ha respinte l’appello e condannato l’Agenzia delle entrate al pagamento delle spese.

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