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La notifica al coobbligato non salva la decadenza

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Con riguardo alla “solidarietà tra coobbligati, il primo comma dell’art. 1310 cod. civ., dettato in materia di prescrizione, non è applicabile anche in tema di decadenza, non solo per la chiarezza del testo normativo, riferito solo alla prescrizione, ma anche per la profonda diversità dei due istituti, fondandosi la prescrizione sull’estinzione del diritto che, per l’inerzia del titolare, si presume abbandonato e fondandosi, invece, la decadenza sulla necessità obiettiva di compiere un determinato atto entro un termine perentorio stabilito dalla legge, oltre il quale l’atto è inefficace, senza che abbiano rilievo le situazioni soggettive che hanno determinato l’inutile decorso del termine o l’inerzia del titolare e senza possibilità di applicare alla decadenza le norme relative all’interruzione e/o alla sospensione della prescrizione contemplate dall’articolo indicato” (Cass. n. 16945 del 2008).

Lo ha stabilito la Cassazione Civile con la Sent. n. 29845 del 2017 (Presidente: Cappabianca Aurelio – Relatore: Greco Antoni) pubblicata il 13/12/2017)

Il fatto

Equitalia Nord ricorre nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia che, accogliendo l’appello ha annullato sei cartelle di pagamento recanti iscrizione a ruolo di imposte per gli anni 1999, 2000, 2001, 2002, 2003 per omessi o insufficienti versamenti, emesse all’esito della liquidazione in base alle dichiarazioni, ai sensi dell’art. 36 bis del d.P.R. n. 600 del 1973 e dell’art. 54 bis del d.P.R. n. 633 del 1972, alcune cartelle erano state emesse nei confronti della snc ed ulteriori cartelle erano state inoltre emesse e notificate nei confronti dei soci solidalmente ed illimitatamente responsabili della società stessa.

Le motivazioni della sentenza di appello.

Il giudice d’appello rilevava che le cartelle, relative alle dichiarazioni del 1999, 2000, 2001, 2002 e 2003, erano state notificate nel 2009, e quindi oltre il termine fissato dal d. l. 17 giugno 2005, n. 106, come convertito nella legge 31 luglio 2005, n. 156, e riteneva quindi essersi verificata la decadenza dell’ufficio.

Le motivazioni dell’ufficio

Con l’unico motivo l’agente della riscossione Equitalia Nord, denunciando la “falsa ed erronea applicazione dell’art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973 in relazione all’art. all’art. 2291 cod. civ. e all’art. 1310 cod. civ. ed ai principi che regolano la responsabilità solidale dei soci delle società di persone”, assume che al coobbligato menzionato dalla prima delle disposizioni in rubrica, identificato anche con il socio di società di persone, essendo unico il ruolo emesso nei confronti della società – e valendo anche nei confronti dei coobbligati solidali -, la cartella di pagamento non debba essere notificata entro lo stesso termine di decadenza. Poiché “le cartelle esattoriali originarie” sono state tempestivamente notificate alla società e l’art. 25 richiamato dispone che la cartella si notifica “al debitore iscritto a ruolo o al coobbligato nei confronti dei quali procede”, e non “e al coobbligato”, ne conseguirebbe che la notificazione ad uno dei due soggetti esclude l’avverarsi della decadenza e successivamente la riscossione è soggetta ad ordinari termini decennali: “interpretazioni differenti dell’art. 25 comporterebbero una disparità di trattamento per le ragioni degli Enti impositori difficilmente giustificabili, anche in chiave costituzionale”.

L’interruzione o la sospensione della prescrizione non è applicabile anche in tema di decadenza

Con riguardo alla “solidarietà tra coobbligati, il primo comma dell’art. 1310 cod. civ., dettato in materia di prescrizione, non è applicabile anche in tema di decadenza, non solo per la chiarezza del testo normativo, riferito solo alla prescrizione, ma anche per la profonda diversità dei due istituti, fondandosi la prescrizione sull’estinzione del diritto che, per l’inerzia del titolare, si presume abbandonato e fondandosi, invece, la decadenza sulla necessità obiettiva di compiere un determinato atto entro un termine perentorio stabilito dalla legge, oltre il quale l’atto è inefficace, senza che abbiano rilievo le situazioni soggettive che hanno determinato l’inutile decorso del termine o l’inerzia del titolare e senza possibilità di applicare alla decadenza le norme relative all’interruzione e/o alla sospensione della prescrizione contemplate dall’articolo indicato” (Cass. n. 16945 del 2008).

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