Home Normativa e approfondimenti La produzione di nuovi documenti in appello

La produzione di nuovi documenti in appello

182
0
la-produzione-di-nuovi-documenti-in-appello-iltuotributarista

Secondo il consolidato orientamento della Corte di cassazione e quello prevalente della giurisprudenza di merito, l’art. 58 del D.Lgs. n. 546/1992, a differenza di quanto previsto per il processo civile, consente alle parti di produrre anche nel giudizio di appello, entro il termine perentorio di venti giorni liberi prima della data di trattazione e con l’osservanza delle formalità di cui all’art. 24, comma 1, nuovi documenti.

La produzione di nuovi documenti

In tema di contenzioso tributario, il D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 58, comma 2, ha espressamente previsto e consentito la produzione di nuovi documenti in appello. Ne consegue che, nel processo tributario, mentre prove ulteriori, rispetto a quelle già acquisite nel giudizio di primo grado, non possono essere disposte in appello, salvo che la parte dimostri di non averle potute fornire nel precedente grado di giudizio, i documenti possono essere liberamente prodotti anche in sede di gravame, ancorché preesistenti al giudizio svoltosi in primo grado” (Corte di cassazione, ord., 29 ottobre 2012, n. 18604).

Limiti alla produzione di nuovi documenti

Non va dimenticato, stante il divieto posto dall’art. 57 del D.Lgs. n. 546/1992 in ordine alla proposizione in secondo grado di nuove domande ovvero di eccezioni che non siano rilevabili d’ufficio, che non possono ammettersi nuovi documenti diretti a dimostrare la fondatezza di motivi o eccezioni oramai preclusi.

In tali ipotesi, tuttavia, la preclusione alla possibilità di produrre nuovi documenti non deriva affatto dalla disposizione di cui all’art. 58 del decreto citato, ma dalla preclusione ‘a monte’ relativa all’inammissibilità di nuovi motivi ovvero di eccezioni in senso stretto.

In grado d’appello è consentita la produzione solo di documenti che abbiano una mera funzione di supporto probatorio delle pretese e delle considerazioni già svolte da una delle parti. Non sono ammessi, invece, documenti che determinino la necessità di ulteriori contestazioni o deduzioni (Corte di cassazione, 18 aprile 2007, n. 9224; CTR Puglia, 5 aprile 2013, n. 42), e che non diano luogo all’esigenza di consentire motivi aggiunti (Corte di cassazione, 22 febbraio 2008, n. 4605).

In materia di produzione documentale in grado di appello nel processo tributario, alla luce del principio di specialità espresso dall’art. 1, D.Lgs. n. 546 del 1992, non trova applicazione la preclusione, di cui all’art. 345 c.p.c., alla produzione di documenti nel secondo grado del giudizio. E’ consentito alle parti di produrre liberamente documenti anche in sede di gravame, sebbene preesistenti al giudizio svoltosi in primo grado ed a nulla rilevando neppure l’eventuale irritualità della loro produzione in prime cure (Cass. Sentenza n. 24007 del 23 ottobre 2013).

Liberamente producibili nuovi documenti in sede di gravame

I documenti possono essere prodotti anche in sede di gravame

Print Friendly, PDF & Email

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.