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Lavori di manutenzione straordinaria, si all’agevolazione prima casa

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Anche i (sopravvenuti) lavori di manutenzione straordinaria possono costituire un impedimento oggettivo, imprevedibile e inevitabile, al trasferimento di residenza del contribuente, motivo per il quale la possibilità di fruire delle agevolazioni cosiddette “prima casa” non viene meno.

Lo ha precisato la Ctp di Brindisi con la sentenza n. 362/2017 nel ricorso presentato dagli avv.ti Bonetti Francesco e Sgobba Dario di Martina Franca (Ta).

Il fatto

L’Agenzia delle Entrate con due avvisi di liquidazione ha revocato le agevolazioni “prima casa” ad un contribuente, non avendo questi dato effettivo seguito alle prescrizioni di legge (art. 1 nota II bis comma 4 del DPR 131/1986), consistenti nell’adibire ad abitazione principale l’immobile acquistato entro l’anno successivo alla vendita infraquinquennale del primo immobile acquistato godendo delle agevolazioni.

Il contribuente, a propria difesa, ha specificato che i lavori di ristrutturazione si sono prolungati di oltre due anni dalla compravendita, per cause di forza maggiore, circostanza che come ribadito dalla Suprema Corte, non fa venire meno l’agevolazione.

Le motivazioni della sentenza

La nota II bis dell’art. 1 della tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. 131/1986 prescrive quanto segue:

In caso di dichiarazione mendace o di trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito degli immobili acquistati con i benefici di cui al presente articolo prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché una sovrattassa pari al 30 per cento delle stesse imposte.

Se si tratta di cessioni soggette all’imposta sul valore aggiunto, l’ufficio dell’Agenzia delle entrate presso cui sono stati registrati i relativi atti deve recuperare nei confronti degli acquirenti la differenza fra l’imposta calcolata in base all’aliquota applicabile in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione dell’aliquota agevolata, nonché irrogare la sanzione amministrativa, pari al 30 per cento della differenza medesima.

Sono dovuti gli interessi di mora di cui al comma 4 dell’articolo 55 del presente testo unico.

Acquisto di altro immobile entro un anno

Le predette disposizioni non si applicano nel caso in cui il contribuente, entro un anno dall’alienazione dell’immobile acquistato con i benefici di cui al presente articolo, proceda all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale”.

Cause di forza maggiore

In tema di imposta di registro, la fruizione delle agevolazioni cosiddette “prima casa” postula, nel caso di acquisto di immobile ubicato in un comune diverso da quello di residenza dell’acquirente, che quest’ultimo trasferisca ivi la propria residenza entro il termine di diciotto mesi dall’atto, altrimenti verificandosi l’inadempimento di un vero e proprio obbligo del contribuente verso il fisco, con conseguente decadenza dal beneficio, provvisoriamente accordato dalla legge, salva la ricorrenza di una situazione di forza maggiore, caratterizzata dalla non imputabilità al contribuente e dall’inevitabilità ed imprevedibilità dell’evento (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 7067 del 26/03/2014: Cass. Sez. 5, Sentenza n. 14399 del 07/06/2013; Cass. Sez. 6-5, Ordinanza n. 4800 del 10/03/2015 e Cass. Sez. 6 – 5, Sentenza n. 5015 del 12/03/2015).

Sopravvenuti lavori di manutenzione straordinaria

Con riferimento ai lavori di ristrutturazione i giudici di legittimità (Sent.8351/2016) hanno di recente tuttavia ritenuto che anche i (sopravvenuti) lavori di manutenzione straordinaria possono costituire un impedimento oggettivo, imprevedibile e inevitabile, che ostacola il trasferimento di residenza del contribuente.

Il Collegio ritiene che nella specie, i lavori di ristrutturazione/restauro conservativo, realizzati con s.c.i.a. del 14.10.2013, siano strettamente funzionali e necessari alla destinazione ad abitazione principale, trattandosi di opere “restauro conservativo, realizzazione di fossa biologica e sub irrigazione, recinzioni”, resesi necessarie successivamente all’acquisto e, peraltro, connotate per il loro carattere di stretta funzionalità e inevitabilità, rispondendo generalmente alle finalità di conservazione e utilizzazione del fabbricato anche in considerazione delle connesse ragioni di carattere sanitario (fossa biologica) e di sicurezza (recinzione).

Conclusione

In conclusione i giudici tarantini hanno ritenuto il ricorso meritevole di accoglimento.

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