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L’avviso di accertamento notificato in via ordinaria dev’essere sottoscritto con firma autografa (e non digitale)

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L’avviso di accertamento notificato in via ordinaria (messo notificatore) deve necessariamente essere sottoscritto con firma autografa del capo dell’Ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato, non può essere firmato digitalmente senza sottoscrizione in originale.

Lo ha specificato la Commiss. Trib. Prov., Salerno, Sez. VI – Pres. Egidia Cervino Filomena – nella sentenza n. 1902 del 14 maggio 2018 (ud 16 aprile 2018).

Motivazioni

L’avviso di accertamento che qui occupa è stato firmato digitalmente dal capo team, con l’apposizione di tale tipo di firma, viene conferita genuinità ed indubbia paternità al documento informatico da notificare unitamente alla garanzia offerta al destinatario dello stesso di aprire la “busta crittografica” e confermarne l’autenticità e, quindi, la sua validità.

L’avviso di accertamento in parola, pur se firmato digitalmente, è stato notificato in via ordinaria (messo notificatore) per cui, stante la sua natura di atto tipico delle procedure di controllo fiscale, non v’è dubbio che esso sia stato emesso in violazione dell’art. 42 D.P.R. n. 600 del 1973. Tale convincimento trova sicuro conforto nel disposto di cui all’art. 2, comma 6, D.Lgs. n. 82 del 2005 che, fino all’entrata in vigore dal 27.01.2018 del D.Lgs. n. 217 del 2017 che ne ha modificato la portata, escludeva espressamente l’uso di strumenti informatici per la gestione tra P.P. A.A. “limitatamente all’esercizio delle attività e funzioni ispettive e di controllo fiscale“.

Consegue pertanto che l’atto impugnato, da emettere obbligatoriamente in via analogica (su documento cartaceo o comunque diverso dal digitale), doveva essere necessariamente sottoscritto con firma autografa del capo dell’Ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato e non, così come avvenuto, firmato digitalmente senza alcuna sottoscrizione in originale.

E di palmare evidenza, quindi, che nel caso di specie, trattandosi di atto privo di sottoscrizione, non può che dichiararsene la inesistenza giuridica in ragione della insussistenza di un suo elemento essenziale qual è, appunto, la mancata formazione della volontà di assunzione dei contenuti dell’atto medesimo da parte del suo emittente.

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