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Misure esecutiva e condanna alle spese per l’agente della riscossione

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In caso di accoglimento dell’opposizione a misure esecutive avviate dall’agente della riscossione, è legittima la sua condanna alle spese processuali, a nulla rilevando il fatto che agisca in qualità di mandatario dell’Ente creditore.

Questa la conclusione cui è giunta la Cassazione con l’ordinanza n. 13537 depositata il 30 Maggio 2018.

Il fatto

La società Equitalia Sud s.p.a. ha impugnato per cassazione la sentenza del Tribunale di Roma 16.11.2015 n. 23143 lamentando la violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c., e degli artt. 12, 24, 25 e 59 del d.p.r. 29.9.1973 n. 602 e sostenendo che nel giudizio di opposizione all’esecuzione essa non si sarebbe potuta ritenere soccombente” ai sensi dell’art. 91 c.p.c., e di conseguenza non poteva essere condannata alle spese, in quanto l’opposizione fu accolta a causa dell’omessa notifica del verbale di accertamento dell’infrazione, attività non spettante e non eseguita dall’agente per la riscossione; con una seconda censura sostenendo che, in virtù delle norme che disciplinano la riscossione coattiva a mezzo ruolo esattoriale (artt. 12 e 24 del d.P.R. 29.9.1973 n. 602), l’agente della riscossione non ha né l’obbligo, né il potere, di verificare la legittimità del titolo esecutivo in base al quale è iniziata l’esecuzione, e di conseguenza non può essere condannata alla rifusione delle spese processuali, nel caso in cui l’opposizione venga accolta per fatti imputabili all’ente impositore.

Conclusioni

I giudici della Cassazione hanno ribadito che l’agente della riscossione agisce in giudizio in proprio, sia pure in virtù del sottostante rapporto di mandato intercorrente con l’ente impositore. Cosicché spetta allo stesso agente della riscossione, e non al mandante, la scelta se rinunciare o meno all’azione: ne consegue che, al pari di ogni altro soggetto dotato di legittimazione, anche l’agente soggiace alla sanzione processuale di soccombenza alle spese derivante dall’aver agito proponendo una domanda avente ad oggetto un credito illegittimo.

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