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No al fermo amministrativo per importi insufficienti a giustificarlo

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La misura cautelare deve essere proporzionata al valore del debito tributario, che dev’essere tale da giustificare la privazione del diritto di proprietà sul bene del contribuente.

Così la Ctr della Sardegna con al sentenza n. 36/4/2018 pubblicata il 22 gennaio 2018.

Il fatto

Un contribuente aveva presentato appello avverso la sentenza della CTP di Nuovo, che aveva in parte accolto le sue doglianze, lamentando che il fermo era indeterminato e carente di motivazione perché non indicava i ruoli azionati, al medesimo non erano state notificate le sottostanti cartelle di pagamento, i crediti azionati erano comunque prescritti, il fermo era stato disposto in carenza dei presupposti, e comunque il fermo gli impediva il libero esercizio della sua attività lavorativa.

Motivazioni

Secondo la CTR della Sardegna gli atti presupposti sarebbero stati correttamente notificati, ma ciò però non è sufficiente per validare l’imposizione del fermo amministrativo: a seguito invero della dichiarazione del difetto di giurisdizione, gli importi complessivi portati dalle cartelle “tributarie” non assommano ad un importo sufficiente per giustificare il fermo dell’autovettura del contribuente.

La misura cautelare infatti deve essere proporzionata al valore del debito tributario, anche alla luce delle modifiche normative e della giurisprudenza sul punto, e il residuo debito erariale deve essere di importo tale da giustificare la privazione del diritto di proprietà sul bene del contribuente.

Con queste motivazioni ha annullato il fermo impugnato.

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