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Non è legittima la presunzione di valore definita ai fini dell’imposta di registro

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Non è più legittima, la presunzione solo sulla base del valore, anche se dichiarato, accertato o definito ai fini dell’imposta di registro (Cass. Civ., n. 6135/2016; Cass.Civ., n. 11543 del 2016) ai fini della determinazione della plusvalenza ricavata dalla cessione di immobile o di azienda.

Lo ha ribadito la Cassazione Civile Ord. Sez. 5 Num. 958 Anno 2019
Presidente: CIRILLO ETTORE
Relatore: D’ORAZIO LUIGI
Data pubblicazione: 16/01/2019

con le seguenti Motivazioni

La tesi dell’Agenzia delle entrate, fatta propria dalla Commissione regionale, si fondava sul tralatizio orientamento giurisprudenziale (Cass.Civ., 16254/2015; Cass.,Civ., 14485/2009), per cui il valore del bene determinato ai fini della imposta di registro, spiegava effetto anche sulla determinazione della plusvalenza generata dalla cessione del medesimo bene; sicchè era onere del contribuente, al fine di superare la presunzione di corrispondenza del prezzo incassato con quello coincidente con il valore di mercato accertato in via definitiva in sede di applicazione dell’imposta di registro, dimostrare di avere in concreto venduto ad un prezzo inferiore.

Tale orientamento è stato, però, travolto dall’art. 5, comma 3, del d.lgs. 147/2015, che esclude l’accertamento induttivo della plusvalenza ricavata dalla cessione di immobile o di azienda solo sulla base del valore dichiarato, accertato o definito ai fini dell’imposta di registro, ipotecaria o catastale, è una norma interpretativa e, come tale, retroattiva, in ragione del chiaro intento del legislatore, desumibile, peraltro, dal comma 4 del detto articolo che contempla una disciplina transitoria solo per le disposizioni di cui al comma 1, senza nulla statuire per quelle contenute nei commi 2 e 3 (Cass.Civ., 18 aprile 2018, n. 9513; Cass.Civ., 17 maggio 2017, n. 12265; Cass.Civ., 2 agosto 2017, n. 19227).

La presunzione suindicata, quindi, non è più legittima, in base alla novella legislativa, solo sulla base del valore, anche se dichiarato, accertato o definito ai fini dell’imposta di registro (Cass.Civ., n. 6135/2016; Cass.Civ., n. 11543 del 2016).

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