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Nulla la motivazione per relationem se l’erede non conosce il presupposto

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La CTR avrebbe dovuto verificare se l’accertamento dell’Ufficio del registro, richiamato nell’atto impugnato ma non allegato, fosse comunque conosciuto dalla contribuente e, in particolare, se fosse stato notificato al de cuius, ovvero se il suo contenuto essenziale risultasse riprodotto nell’atto impugnato.

Lo ha precisato la

Cassazione Civile Ord. Sez. 5 Num. 4176 Anno 2019
Presidente: CHINDEMI DOMENICO
Relatore: D’OVIDIO PAOLA
Data pubblicazione: 13/02/2019

Il fatto

Con riferimento ad un avviso di liquidazione, la contribuente lamentava il mancato riconoscimento di un debito d’imposta che sarebbe stato da decurtare quale passività dell’asse ereditario, indicato nella denuncia di successione e costituito dalla richiesta del fisco contenuta nell’avviso di accertamento. Eccepiva anche la nullità dell’atto per mancata allegazione del provvedimento relativo all’imposta di registro sul quale si fondava il successivo accertamento impugnato.

In primo grado, i giudici accoglievano parzialmente l’impugnazione, riducendone il valore, ma non accoglievano l’eccezione di carenza di motivazione sollevata dalla contribuente per la mancata allegazione dell’originario atto presupposto notificato al defunto. Detto atto, infatti, non era stato mai prodotto neanche nel corso del giudizio né era stata provata la notifica dello stesso nei confronti del soggetto deceduto.

La ricorrente, proponeva ricorso per Cassazione per violazione e falsa applicazione tra l’altro delle norme relative all’obbligo di motivazione degli atti tributari.

Il giudizio della Cassazione

L’avviso di accertamento privo, in violazione dell’art. 42 del d.P.R. n. 600 del 1973 e dell’art. 7 della L. n. 212 del 2000, di una congrua motivazione è illegittimo, senza che la stessa possa, essere “integrata” in giudizio dall’Amministrazione finanziaria, in ragione della natura impugnatoria del processo tributario (Cass., sez. 6-5, 21/05/2018, n. 12400, Rv. 648519 – 01).

L’obbligo di motivazione degli atti tributari può essere adempiuto anche per relationem, ovverosia mediante il riferimento ad elementi di fatto risultanti da altri atti o documenti, a condizione, però, che questi ultimi siano allegati all’atto notificato ovvero che lo stesso ne riproduca il contenuto essenziale, per tale dovendosi intendere l’insieme di quelle parti (oggetto, contenuto e destinatari) dell’atto o del documento che risultino necessari e sufficienti per sostenere il contenuto del provvedimento adottato, e la cui indicazione consente al contribuente — ed al giudice in sede di eventuale sindacato giurisdizionale — di individuare i luoghi specifici dell’atto richiamato nei quali risiedono quelle parti del discorso che formano gli elementi della motivazione del provvedimento (Cass., sez. 5, 25/03/2011, n. 6914, Rv. 617325 — 01), o, ancora, che gli atti richiamati siano già conosciuti dal contribuente per effetto di precedente notificazione (Cass., sez. 5,25/07/2012, n. 13110, Rv. 623857— 01).

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