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Nullo l’avviso di accertamento senza la consegna del «pvc»

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Nullo l’avviso di accertamento senza la consegna del «pvc» - iltuotributarista.it

L’avviso di accertamento emesso senza che l’attività istruttoria venga convalidata con la redazione e la consegna del relativo processo verbale di constatazione è nullo. L’obbligatorità del Pvc, anche a seguito di un controllo fondato sulle indagini bancarie, deve trovare applicazione a prescindere dall’attività di controllo posta in essere dall’amministrazione finanziaria.

Questo è quanto pronunciato dalla Commissione tributaria regionale di Bari, con la sentenza 2495/5/15 del 25 novembre 2015.

La vicenda trae origine dalla notifica di un avviso di accertamento emesso a distanza di pochi giorni dalla richiesta di precisazioni sulle movimentazioni finanziarie. L’ufficio, prendendo atto dell’ulteriore documentazione prodotta dal contribuente e recependo in parte le memorie depositate, emetteva un nuovo avviso di accertamento annullando il precedente.
A seguito dell’impugnazione dell’atto i giudici di primo grado rideterminavano solamente i maggiori imponibili accertati dall’ufficio respingendo tutte le questioni di diritto sollevate con il ricorso introduttivo, mentre la Commissione tributaria regionale ha accolto pienamente il ricorso del contribuente in relazione alla specifica doglianza dell’illegittimità dell’avviso di accertamento per la mancata redazione del processo verbale e la mancata instaurazione del preventivo contraddittorio.
A prescindere dalle varie forme procedimentali di accertamento utilizzate dall’ufficio, dice il collegio, tutti i rilievi devono essere necessariamente e obbligatoriamente riassunti all’interno del pvc.

È dalla notifica del pvc che decorrono i 60 giorni entro i quali all’ufficio è preclusa, a pena di nullità, l’emissione dell’avviso di accertamento, a prescindere dal fatto che la verifica, nel caso di specie l’indagine finanziaria, sia stata condotta in ufficio e non nei locali del contribuente. Dev’essere sempre garantito il contraddittorio endoprocedimentale, in caso contrario vengono violate le norme sovranazionali che prevedono l’inderogabilità del diritto al contraddittorio.

La Commissione sottolinea, infine, come nella fattispecie, trattandosi di accertamento bancario, le norme stesse, poste a fondamento dell’accertamento, impongono che il contraddittorio deve risultare da un processo verbale in mancanza del quale verrebbero meno le garanzie e i diritti del contribuente con conseguente illegittimità dell’atto impositivo perché emesso in assenza del contraddittorio preventivo.

Fonte: ilsole24ore del 9 dicembre pag. 46

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