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Da oggi sentenze pro-contribuente immediatamente esecutive

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Da oggi è in vigore il D.M. 6 febbraio 2017, n. 22 sulle modalità di concessione delle garanzie in presenza di sentenze tributarie immediatamente esecutive anche se non definitive.

Il D. Lgs. 156/2015Misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario») nel riformare l’art. 69 del D.Lgs. 546/1992, che disciplina il processo tributario di primo e secondo grado, ha introdotto l’immediata esecutorietà delle sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente emesse dalle commissioni tributarie, con la precisazione che in caso di pagamento di somme dell’importo superiore a 10.000 euro, diverse dalle spese di lite, il giudice potrà richiedere al contribuente la  prestazione di idonea garanzia.

Somme superiori ad Euro 10.000

Il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 22 del 06/02/2017 pubblicato in G.U. in data 13/03/2017, che entra in vigore oggi, disciplina le modalità di concessione, la durata, i tempi di restituzione delle somme, per ciascuna delle quattro ipotesi in cui è prevista la garanzia, e precisamente:

1) pagamento da parte dell’ente impositore di somme superiori a 10.000 euro diverse dalle spese di lite;
2) sospensione dell’atto ovvero di sentenza sfavorevole al contribuente;
3) sospensioni aventi ad oggetto risorse proprie tradizionali, nonché IVA all’importazione;
4) richieste di misure cautelari da parte dell’ente impositore (ipoteca e sequestro conservativo).

Il contenuto della garanzie

Il provvedimento, ricalcando le previsioni in tema di rimborsi IVA, prevede che la garanzia deve essere costituita sotto forma di cauzione in titoli di Stato o garantiti dallo Stato, al valore nominale, ovvero di fideiussione rilasciata da una banca o da una impresa commerciale che, a giudizio dell’ente a favore del quale deve essere prestata, offra adeguate garanzie di solvibilità ovvero di polizza fideiussoria rilasciata da un’impresa di assicurazione.

Per le piccole e medie imprese, le garanzie possono essere prestate anche dai consorzi o cooperative di garanzia collettiva fidi iscritti nell’albo previsto dall’art. 106 D.LGS. 385/1993 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.

Per i gruppi di società, con patrimonio superiore a 250 milioni di euro, la garanzia può essere prestata mediante diretta assunzione dell’obbligazione da parte della società capogruppo o controllante di cui all’art. 2359 c.c..

La garanzia va redatta in conformità ai modelli approvati con decreto del direttore generale delle finanze, e deve avere ad oggetto l’integrale restituzione della somma pagata al contribuente, comprensiva di interessi, ovvero, in determinati casi, l’obbligazione di versamento integrale della somma dovuta, comprensiva di interessi.

Durata

La garanzia è prestata fino al termine del nono mese successivo a quello del passaggio in giudicato del provvedimento che definisce il giudizio ovvero fino al termine del nono mese successivo a quello dell’estinzione del processo.
Nel caso di sospensione dell’atto ovvero di sentenza sfavorevole al contribuente, la garanzia, se richiesta dal giudice, è prestata fino al termine del nono mese successivo a quello in cui è depositato il provvedimento che conclude la fase di giudizio nella quale la sospensione è stata disposta.
In ipotesi di esito favorevole al contribuente la garanzia cessa automaticamente. In caso contrario, entro la fine del nono mese successivo a quello del deposito della sentenza, l’ente impositore potrà escutere la garanzia, salvo l’adempimento da parte dell’interessato.
Se invece si tratta di sospensioni aventi ad oggetto risorse proprie tradizionali, nonché IVA all’importazione, la garanzia è prestata fino al termine del nono mese successivo a quello in cui si verifica il passaggio in giudicato del provvedimento che definisce il giudizio ovvero l’estinzione del processo.

Escussione della garanzia

In caso di inerzia del contribuente alla restituzione delle somme garantite protrattasi per un periodo di tre mesi, l’amministrazione potrà escutere la garanzia. Tale termine di tre mesi decorre dal passaggio in giudicato del provvedimento che definisce il giudizio ovvero dall’estinzione del processo.

Ai fini dell’escussione della garanzia, l’ente a favore del quale è prestata comunica al garante l’ammontare delle somme dovute mediante posta elettronica certificata o lettera raccomandata con avviso di ricevimento ovvero con altro mezzo idoneo, entro la fine del sesto mese successivo alla scadenza del termine di tre mesi previsto per l’adempimento del contribuente.

Ferma restando l’efficacia della garanzia, il pagamento delle somme dovute deve essere effettuato dal garante entro trenta giorni dal ricevimento della suddetta comunicazione.

L’eventuale mancato pagamento dei premi o delle commissioni della garanzia da parte del contribuente non può in nessun caso essere opposto all’ente a favore del quale è  prestata la garanzia ed è escluso sia il beneficio della preventiva richiesta di pagamento al debitore principale, sia quello della preventiva escussione dello stesso.

Ricordiamo, infine, che ai sensi dell’art. 69, comma 3, D.Lgs. 546/199 «i costi della garanzia, anticipati dal contribuente, sono a carico della parte soccombente all’esito definitivo del giudizio».

Conclusioni

Con questo provvedimento, si attua finalmente la previsione, introdotta in occasione della revisione della disciplina del contenzioso tributario, estendendo alle sentenze favorevoli al contribuente, emesse dai giudici tributari, le regole vigenti nel rito civile e amministrativo in tema di esecutività immediata.
Ne consegue che gli Uffici devono adempiere alla restituzione di quanto dovuto a prescindere dal passaggio in giudicato.
É il caso quindi di:
  • somme liquidate nella decisione, riferite ad imposte richieste a rimborso dal contribuente;
  • spese di lite poste a carico della parte pubblica;
  • aggiornamento di atti catastali.
Per cui, tutti i contribuenti che ottengono sentenze favorevoli, devono pretendere immediatamente quanto previsto in sentenza, il cui pagamento deve essere eseguito entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza ovvero dalla presentazione della garanzia se imposta dal giudice (per i rimborsi superiori a 10.000 euro).
In caso di mancata esecuzione della sentenza, il contribuente può richiedere l’ottemperanza alla commissione tributaria provinciale ovvero, se il giudizio é pendente nei gradi successivi, alla commissione tributaria regionale.
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