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Patrocinio a spese dello stato anche per l’iscrizione ipotecaria

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In caso di gratuito patrocinio gli oneri tributari devono essere prenotati a debito ed il recupero può avvenire solo in caso di revoca dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

Lo ha precisato la Ctp di Lecce con la Sentenza n. 849 dell’ 1 marzo 2018 (ud 9 maggio 2017).

Il fatto

Una contribuente impugnava l’avviso di liquidazione con cui l’agenzia delle entrate-direzione provinciale di Lecce richiedeva il pagamento di una somma a titolo di imposta ipotecaria dovuta sull’iscrizione ipotecaria richiesta, con prenotazione a debito, a garanzia di un credito derivante da decreto ingiuntivo, chiedendone l’annullamento, per essere stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato e di aver richiesto la prenotazione a debito di ipoteca giudiziale a garanzia di un proprio credito, per il quale era stato richiesto e concesso dal presidente del tribunale di Lecce decreto ingiuntivo.

L’agenzia delle entrate- direzione provinciale di Lecce chiedeva il rigetto del ricorso, ritenendo legittimo e fondato il suo operato, sul rilievo che il patrocinio a Spese dello Stato è previsto per la difesa in giudizio del cittadino non abbiente e non anche per l’attività stragiudiziale, come va qualificata l’iscrizione ipotecaria.

Motivazione

L’art. 131 del D.P.R. n. 115 del 2002 testualmente recita che “Per effetto dell’ammissione al patrocinio e relativamente alle spese a carico della parte ammessa, alcune sono prenotate a debito, altre sono anticipate dall’erario. Sono spese prenotate a debito: a) il contributo unificato nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo tributario; b) l’imposta di bollo, ai sensi dell’articolo 17, D.P.R. ottobre 1972, n. 642, nel processo contabile; c) le spese forfettizzate per le notificazioni a richiesta d’ufficio nel processo civile; d) l’imposta di registro ai sensi dell’articolo 59, comma 1, lettere a) e b), D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, nel processo civile e amministrativo; e) l’imposta ipotecaria e catastale ai sensi dell’articolo 16, comma 1, lettera e), D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 347; f) i diritti di copia.

L’art. 16, comma 1, del D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 347 recita; “1. Sono eseguite con prenotazione a debito dell’imposta, salvo il recupero secondo le disposizioni delle rispettive leggi: a) le trascrizioni del sequestro conservativo di cui all’art. 316 del codice di procedura penale; b) le iscrizioni di cui all’art. 26 della L. 7 gennaio 1929, n. 4; c) le trascrizioni degli atti indicati nel comma 2 dell’art. 6 quando presso la cancelleria giudiziaria non esiste deposito per le spese; d) le formalità e le volture richieste nei procedimenti civili nell’interesse dello Stato e di persone fisiche o giuridiche ammesse al gratuito patrocinio; e) le formalità e le volture relative a procedure di fallimento e ad altre procedure concorsuali.

L’art. 75, comma 1, del D.P.R. n. 115 del 2002, inoltre, stabilisce “L’ammissione al patrocinio è valida per ogni grado e per ogni fase del processo e per tutte le eventuali procedure, derivate ed accidentati, comunque connesse.”

Le suddette norme smentiscono l’assunto di parte resistente che non trova riscontro in alcuna norma, ma è frutto di interpretazioni personali.

Con queste motivazioni la Ctp ha accolto il ricorso.

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