Home Tributario Raddoppio dei termini non necessaria denuncia penale

Raddoppio dei termini non necessaria denuncia penale

649
0
Raddoppio-dei-termini-non-necessaria-denuncia-penale-iltuotributarista

Ai fini del raddoppio dei termini per l’esercizio dell’azione accertatrice, non rileva né l’esercizio dell’azione penale da parte del p.m. né la successiva emanazione di una sentenza di condanna.

Lo ha precisato la Cassazione con l’ordinanza n. 11207/2017 pubblicata l’8 maggio 2017.

Motivazioni

L’art. 37 d.l. 223/2006, al comma 24, ha modificato art. 43 d.p.r. 600/1973, in base alla previsione che “in caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai sensi dell’articolo 331 del codice di procedura penale per uno dei reati previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, i termini di cui ai commi precedenti [cioè gli ordinari termini di decadenza per l’accertamento] sono raddoppiati relativamente al periodo di imposta in cui è stata commessa la violazione“.

Ai fini del solo raddoppio dei termini per l’esercizio dell’azione accertatrice, rileva l’astratta configurabilità di un’ipotesi di reato e non rileva né l’esercizio dell’azione penale da parte del p.m., ai sensi dell’articolo 405 c.p.p., mediante la formulazione dell’imputazione, né la successiva emanazione di una sentenza di condanna o di assoluzione da parte del giudice penale, atteso anche il regime di «doppio binario» tra giudizio penale e procedimento e processo tributario (Cass. 9974/2015; Cass. 20043/2015; Cass. nn. 7805, 9725, 9727, 11181 e 27392 del 2016).

Print Friendly, PDF & Email

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.