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Il ricorso in commissione provinciale – I termini

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Vediamo i termini di decadenza per la presentazione del ricorso in Commissione tributaria.

Il termine per impugnare

L’impugnazione avverso l’atto impositivo deve avvenire, a pena di inammissibilità, entro sessanta giorni dalla data di notificazione dell’atto impugnato (art. 21 del DLgs. 546/92). Con la conseguenza che, in caso di decadenza del termine, non potranno più essere fatti valere i vizi di merito e di legittimità dell’atto.

Come di computa il termine?

Ai sensi dell’art. 2963 c.c., il computo del termine segue le seguenti prescrizioni:

  • avviene secondo il calendario comune;
  • non si tiene conto del giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine;
  • la decadenza si verifica con lo spirare del giorno feriale di scadenza del termine stesso;
  • se il termine scade in un giorno festivo, esso è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo.

Annullamento parziale

In caso di annullamento parziale dell’atto prima dello spirare del termine per la proposizione del ricorso, il termine di sessanta giorni deve essere computato con riferimento all’atto originario, non dando rilievo al secondo provvedimento.

La decorrenza del termine

Il termine per la proposizione del ricorso decorre:

Decorrenza del termine Ipotesi
Dalla data di ricezione dell’atto Regola generale
Otto giorni dopo l’affissione dell’avviso di deposito presso la casa comunale In caso di notifica ex art. 60 co. 1 lett. e) del DPR 600/73
Il giorno successivo all’affissione dell’avviso di deposito presso la casa comunale In caso di notifica della cartella di pagamento eseguita tramite la procedura prevista per gli irreperibili “assoluti” (art. 26 del DPR 602/73)
Trascorsi dieci giorni dalla data del deposito In caso di irreperibilità nelle notifiche a mezzo posta (art. 8 co. 2 della L. 890/82)

Il termine entro cui l’impugnazione può essere proposta va invece valutato con riferimento alle modalità di notifica del ricorso (art. 20 del DLgs. 546/92).

Di conseguenza, esso coinciderà con la data:

Termine iniziale Ipotesi
Di consegna Consegna diretta
Di spedizione Spedizione del ricorso a mezzo posta in plico senza busta
Di ricezione da parte del destinatario Spedizione del ricorso a mezzo posta in plico con busta, secondo un indirizzo della Cassazione
Di consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario Notifica a mezzo di ufficiale giudiziario

La notifica di cartella di pagamento avvenuta con le forme degli “irreperibili”

Irreperibilità relativa

Ai sensi dell’art. 140 c.p.c., a seguito della sentenza Corte Costituzionale 14.1.2010 n. 3, nella c.d. “irreperibilità relativa”, la notifica, per il notificatario, si perfeziona quanto questi riceve la raccomandata, o, comunque, decorsi 10 giorni dalla relativa spedizione, in applicazione analogica dell’art. 8 della L. 890/82.

Ciò è pacificamente applicabile per le notifiche degli avvisi di accertamento, siccome l’art. 60 del DPR 600/73 rinvia agli artt. 137 ss. c.p.c.

Irreperibilità assoluta

In caso di irreperibilità assoluta, ai sensi dell’art. 60 co. 1 lett. e) del DPR 600/73, la notifica si concretizza nel semplice deposito dell’atto presso la casa comunale, e si dà per eseguita otto giorni dopo tale momento.

Cartelle di pagamento

L’art. 26 del DPR 602/73, con una formulazione ambigua, stabilisce che “nei casi previsti dall’art. 140 del codice di procedura civile, la notificazione della cartella di pagamento si effettua con le modalità stabilite dall’art. 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e si ha per eseguita nel giorno successivo a quello in cui l’avviso del deposito è affisso nell’albo del comune”.

L’intervento della Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale, ritenendo questa norma iniqua, con la sentenza 22.11.2012 n. 258 ha sancito l’illegittimità dell’art. 26 del DPR 602/73 nella parte in cui prevede che “nei casi previsti dall’art. 140 c.p.c. si applica l’art. 60 del DPR 600/73″ anziché “nei casi in cui, nel Comune ove deve avvenire la notificazione non vi sia abitazione, ufficio o sede del contribuente, si applica l’art. 60 co. 1 lett. e) del DPR 600/73″.

Per effetto di ciò, la notificazione della cartella di pagamento soggiace alla medesima disciplina contemplata per gli accertamenti:

  • se l’irreperibilità è “relativa”, il messo che non rinviene il contribuente affigge avviso di deposito presso la porta dell’abitazione, dà notizia al contribuente mediante raccomandata a/r e deposita l’atto nella casa comunale. In tal caso la notifica si perfeziona con la ricezione della raccomandata o, comunque, decorsi dieci giorni da tale momento;
  • se si tratta di irreperibilità “assoluta”, il messo che non rinviene il contribuente in quanto trasferitosi in luogo sconosciuto, semplicemente deposita l’atto presso l’albo comunale per un solo giorno. In questa ipotesi, a differenza di quanto avviene nel caso degli avvisi di accertamento, la notifica si perfeziona non l’ottavo giorno successivo al deposito ma il giorno successivo.

Modalità di notifica dell’atto

Termine iniziale per il ricorso

consegna al contribuente o a persona legittimata a ricevere l’atto (esempio, familiare) data di ricezione dell’atto
spedizione a mezzo posta data di ricezione dell’atto
irreperibili relativi data di ricezione o, comunque, decorsi dieci giorni dalla spedizione della raccomandata
irreperibili assoluti (avvisi di accertamento) otto giorni dopo l’affissione dell’avviso di deposito presso la casa comunale
irreperibili assoluti (cartelle di pagamento) il giorno successivo l’affissione dell’avviso di deposito presso la casa comunale
spedizione a mezzo posta (irreperibilità) dieci giorni dalla data del deposito

Modalità di notifica del ricorso

Computazione del termine finale

consegna diretta data di consegna del ricorso all’ente impositore
spedizione a mezzo posta in plico senza busta data di spedizione postale del ricorso
spedizione a mezzo posta in plico con busta data di ricezione del ricorso ad opera della controparte, a titolo prudenziale
ufficiale giudiziario data di consegna del ricorso all’ufficiale giudiziario

Rimessione in termini

L’istituto della “rimessione in termini” trova applicazione anche per il processo tributario (Cass. 11.3.2013 n. 6048).  La rimessione in termini può essere invocata solo in situazioni eccezionali, circoscritte, nella maggior parte dei casi, al caso fortuito e alla forza maggiore, quali a titolo esemplificativo:

  • periodo di degenza presso ospedali o cliniche;
  • stato di detenzione;
  • catastrofi naturali.

Errore scusabile

Un’altra ipotesi, di rimessione in termini, potrebbe essere quella dell’errore scusabile, sussistente, ad esempio, quando le indicazioni riportate nell’atto in merito ai termini per ricorrere siano sbagliate (Cass. 13.12.2007 n. 26116; Cass. 26.6.2009 n. 15143 e C.T.C. 14.3.2003 n. 1818).

La sospensione feriale dei termini

Della sospensione feriale termini ne abbiamo ampiamente parlato nell’articolo di cui al seguente link a cui rimandiamo per una lettura approfondita.

SOSPENSIONE FERIALE DEI TERMINI PROCESSUALI

 

Opera la sospensione con l’istanza di autotutela?

L’istanza di autotutela non sospende il termine per ricorrere.

Il vizio di notifica dell’atto

Potrebbe accadere che il contribuente, a causa del vizio di notifica del provvedimento impositivo, non sia reso edotto della pretesa in un momento utile per notificare il ricorso entro il termine di sessanta giorni.

In tal caso, il contribuente può presentare ricorso computando il termine iniziale con riferimento al momento di effettiva conoscenza del provvedimento. La parte resistente avrà l’onere di dimostrare che l’atto era in realtà conosciuto dal contribuente in un momento anteriore.

Cosa succede se ricevo una cartella senza la notifica dell’accertamento?

L’omessa notifica dell’avviso di accertamento è di per sé causa di nullità della cartella di pagamento (Cass. SS.UU. 25.7.2007 n. 16412), anche nei casi di irritualità della notifica (Cass. SS.UU. 4.3.2008 n. 5791).

Per cui qualora il contribuente venisse edotto della pretesa solo con la notifica della cartella di pagamento, il contribuente dovrà impugnare quest’ultima.

Ma il ricorso avverso la cartella sana la notifica?

La nullità della notifica (o meglio, la sua invalidità) è sì sanata dalla proposizione del ricorso, ma ai fini della sanatoria, questo dev’essere proposto nei confronti dell’atto affetto dal vizio di notifica (accertamento), e non avverso un atto diverso (cartella di pagamento), “che nella definitività del primo trovi soltanto il suo presupposto, dovendo pertanto escludersi che il ricorso proposto avverso la cartella esattoriale emessa per la riscossione dell’importo risultante da un avviso di accertamento asseritamente definitivo sia idonea a sanare la nullità della notifica di quest’ultimo” (Cass. 19.5.2010 n. 12236 e Cass. 12.7.2006 n. 15849).

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