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Se la delega è impersonale l’accertamento è nullo

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È nullo l’accertamento sottoscritto da un funzionario diverso dal capo ufficio, se nella delega non è espressamente indicato il nome del delegato.

Lo ha confermato la Corte di cassazione con la sentenza n. 25017 depositata l’11 Dicembre 2015.

Un contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, rilevando tra i diversi motivi il vizio di sottoscrizione, sostenendo che l’atto fosse stato firmato da un soggetto che non aveva la qualifica richiesta dalla norma e senza l’annotazione della delega ricevuta.

La Ctr, confermando la decisione di primo grado, ne aveva rigettato l’eccezione, sostenendo che essendo la funzione delegabile, la sottoscrizione del capo team, doveva considerarsi legittima e che in ogni caso, in ambito tributario trova sempre applicazione il principio di conservazione degli atti (ex articolo 21 octies, comma 2 della legge 241/90) secondo cui il contenuto non «avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato».

Il contribuente ha così presentato ricorso per Cassazione che accogliendolo ha rilevato che secondo l’articolo 42 del Dpr 600/73, l’avviso di accertamento è nullo se non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. Tale delega può essere conferita o con atto proprio o con ordine di servizio purché venga indicato, unitamente alle ragioni della delega (ossia le cause che ne hanno resa necessaria l’adozione, quali carenza di personale, assenza, vacanza, malattia, eccetera), il termine di validità e il nominativo del soggetto delegato. Non è quindi sufficiente l’indicazione della sola qualifica professionale del destinatario della delega (nella specie “capo team”), ma sono necessarie le generalità di chi effettivamente rivesta tale qualifica. Da ciò consegue che sono illegittime le deleghe impersonali prive di indicazione nominativa del soggetto delegato e tale illegittimità si riflette sulla nullità dell’atto impositivo.
Soffermandosi, infine, sull’applicabilità della norma amministrativa di cui alla legge 241/90 al diritto tributario, la corte ha precisato che in ambito tributario, diversamente da quello amministrativo, ogni nullità discende o da una specifica indicazione della legge o dalla violazione di un qualche principio fondamentale dell’ordinamento.

Va così escluso che l’illegittimità sia irrilevante, tanto più con riferimento a un atto di accertamento firmato da un funzionario privo della necessaria qualifica, poiché a ciò potrebbe discendere l’assenza della necessaria capacità tecnica.

La pronuncia conferma così il recente orientamento (Cassazione n.22803/2015) sull’importanza della correttezza della delega conferita per la sottoscrizione dell’accertamento.

Purtroppo ancora molti giudici di merito, non tengono in considerazione tale eccezione, nonostante la verifica potrebbe determinare la nullità dell’atto a prescindere dalla fondatezza della pretesa (Cassazione 24492/2015).

Fonte: ilsole24ore del 12 dicembre 2015 pag. 19

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