Home Tributario Il sostituito non è coobbligato solidale con il sostituto

Il sostituito non è coobbligato solidale con il sostituto

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Se le ritenute sono state effettuate e il percipiente ha incassato le somme al netto delle ritenute operate, l’erario può agire solo nei confronti del sostituto, mentre il sostituito ha diritto allo scomputo sulla base delle ritenute subite.

In caso contrario, il contribuente verrebbe a pagare due volte l’imposta dovuta e, certamente, non per fatti allo stesso attribuibili, e dei quali può perfino essere all’oscuro.

Lo ha precisato la Ctp di Sondrio con la sentenza n. 18/2/2018 pubblicata il 06 febbraio 2018.

Motivazioni

Deve osservarsi, specificano ancora i giudici sondriesi, che la necessità di riconoscere la solidarietà tributaria nel caso in esame, pur manifestando l’apprezzabile intento di rendere più agevole la riscossione dell’imposta, non può contravvenire al principio di capacità contributiva, esponendo il sostituito al pagamento della somma, già allo stesso trattenuta dal sostituto e dunque non percepita.
Tale pregiudizio non può dirsi ovviato dal fatto che il sostituito possa poi rivalersi sul sostituto.

Invero, l’azione verso il sostituto, vero autore del mancato pagamento della somma dovuta, può essere meglio perseguita all’amministrazione, oltretutto attraverso i poteri d’imperio alla stessa riconosciuti e dei quali non può certo avvalersi il contribuente, costretto invece ad intentare la meno agevole, e certamente più dispendiosa, strada dell’azione avanti il Giudice Ordinario per ottenere (forse) la restituzione della trattenuta subita.

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