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Versamenti in banca di compensi superiori al dichiarato

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Se in un determinato periodo le somme versate in banca dal professionista sono superiori a quelle dichiarate e quindi alle parcelle emesse, è infondata la tesi del fisco che sostiene che si tratti di somme sottratte a tassazione, se il contribuente giustifica la provenienza di tali somme.

Lo ha precisato la Ctr Sardegna con la sentenza n. 56/05/2018 pubblicata il 25/01/2018.

Motivazione

L’esame della documentazione fa ritenere plausibile quanto dichiarato dal professionista, ovvero che si trattava di somme relative a prestazioni professionali già fatturate, relative a periodi pregressi, conservate in cassaforte e versate in banca a proprio piacimento, mentre è un mero sospetto non suffragato da alcun  elemento, ritenere che la differenza tra la somma versata in banca e i compensi fatturati nel periodo considerato sia costituita da compensi professionali superiori a quelli registrati è dichiarati, percepiti in nero.

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